Bentornati a Ten Talking Points, l’unica rubrica che vorrebbe Mario Sechi frontman dei Guns N’ Roses. Altre considerazioni.

1. Pesa oro, la tripletta del Divino Dries. Fino a ieri non aveva mai segnato al Genoa, squadra che anche il Che Gue Sarri aveva frainteso per la sua Bolivia personale. Ieri, invece, un 3-2 che permette al Commodoro Marxista di restare primo. Il secondo gol è una meraviglia che mi ha ricordato l’abracadabra di Bergkamp a France ’98 contro l’Argentina. Vi è inesausta lode.

2. Il Napoli ha sempre vinto in campionato, tranne che con l’Inter. Non è un caso: contro la Samp si è vista la migliore Beneamata della stagione. Icardi batterà ogni record. Spalletti è così sicuro dei suoi da potersi permettere di regalare due gol agli avversari, con il chiaro intento di ricordare ad Handanovic che la vita è dolore anche quando non sembra. Non è esatto dire che “l’Inter è da scudetto”: l’Inter, lo scudetto, lo ha già vinto. Ogni anno sempre così.

3. La Juve continua a reagire alle sconfitte come Andrea Romano quando gli dicono che non è Gramsci. In quattro giorni ha realizzato dieci reti e recuperato due punti a chi le sta davanti. È da questi particolari che si capisce quando una società è vincente. Da questi, e da come riesci a rifilare a peso d’oro Bonucci a una rivale.

4. Il capolavoro spallettiano avrà come primo risultato quello di escludere una delle due romane dalla Champions League. Ieri Roma bruttina, ma sempre in controllo contro il Crotone: Di Francesco sta ben lavorando. Solita gran Lazio, che prima di patire nella ripresa il Bologna ha dispensato bellezza. Simone Inzaghi è proprio bravo: la Juve lo attende.

5. È davvero Lotito-Torcida. Prima definisce “sceneggiata” la visita alla Sinagoga. Poi, sul biglietto attaccato con scotch nero (très chic) al mazzo di fiori, verga di suo pugno: ”Hai fratelli ebrei, da Claudio tifoso laziale” (si presume un fake). Quindi, rampognando il volgo come lui solo fa, sentenzia: “Siamo qui contro ogni forma di xenofobia, antirazzismo e antisemitismo”. Le sue parole, per esattezza massima, sono state queste: “Né bandiere, né oeeè (?) atteggiamenti che possano far considerare la deflorìa (??) daa Lazio come una tiferia (???) tifoseria ANTIRAZZISTA, antisemita e xenofobb”. Parole forti.

5 bis. Devo controllare meglio su Wikipedia, ma credo che “Xenofobb” sia il nome di uno dei tre fratelli Gormiti ariani.

6. Il Milan coincide pressoché integralmente con Suso. Egli fa quel che vuole, giacché Egli tutto può. Solo che, troppo spesso, Egli è costretto a predicare nel Nardella.

6 bis. E’ accaduto anche ieri, almeno fino al primo gol. Poi ogni cosa è stata Luce. Gol, assist, ricami, autogol provocati: a questo ragazzo, quando vuole, riesce tutto. Non è un caso che, nella versione originale, la frase scritta da Jack Nicholson in Shining fosse questa: “Il mattino ha il Suso in bocca. Il mattino ha il Suso in bocca. Il mattino ha il Suso in bocca”.

6 ter. Da tutto ciò ne consegue, una volta di più, che criticare Suso sia apostasia.

7. Il Milan non è guarito: lo sarebbe se non perdesse sabato. E invece. Kessie continua a premere a caso tutti i pulsanti della Playstation (bell’assist a Birsa), Calabria è tanto bravino quanto sfortunato e Calhanoglu è come i film di Kaurismaki: non lo capisco.

8. Continuano le eroiche imprese dell’allenatore Mihajlovic, il Buttiglione che si credeva Farinacci. Senza Belotti, il suo Torino è competitivo come il Tregozzano con fantasista il Poro Asciugamano. Lui però continua a fare il macho-man. Ha detto di non conoscere Anna Frank. Ci sta. Però la tigre di Arkan la conosceva benino.

9. Vince Pioli, vince Gasperini e vince pure Delneri. In compenso il povero De Zerbi ha scoperto che può eccome piovere per sempre.

10. Le squadre di Mihajlovic giocano spesso così male che, quando le vedo, rimpiango le repliche di Josephine ange gardien.