Quarto e ultimo appuntamento di questa miniserie inaugurata nel maggio scorso dedicata a Giulio Casale, in cui abbiamo presentato – in anteprima – i quattro videoclip dei brani che faranno parte del nuovo disco da solista, il settimo, dell’ex frontman degli Estra, che vedrà la luce tra qualche mese.

La canzone, intitolata Coscienza c., così ci viene introdotta dallautore: “L’incomprensione tra gli esseri umani è stata più volte al centro di letteratura e teatro del Novecento. Oggi, cambiata l’agorà, virtualizzati i rapporti personali, essa assume spesso connotati grotteschi, o anche solo risibili. Ci s’insulta, tra l’altro, con una facilità che ha molto poco a che fare con la libertà, mi pare. La canzone racconta proprio di un fraintendimento, forse un errore digitando sulla tastiera, nel bel mezzo di una chat: una lettera in più o in meno e l’intero discorso (dialogo?) muta completamente il suo significato, e d’altronde anche ogni giudizio conseguente. Chissà cosa significa veramente, oggi, coscienza critica. Vivere dovrebbe costare meno, comunque”.

È un brano che stilisticamente ricorda i vecchi lavori dei CCCP, in esso il cantautore esprime la propria rabbia e frustrazione del vivere in questa società che è progressivamente sprofondata nell’era dei social network, ove milioni di utenti, ogni giorno, guardano e condividono acriticamente video e post, e su questi si formano un’opinione che poi si traduce in un voto, e non solo di natura politica. L’illusione nella quale l’uomo colto trova conforto è ciò che lo spinge a pensare che dopo ogni crisi segua un mondo migliore: tocca augurarsi che sbagliasse Eraclito quando nel VI secolo a. C. ammoniva che “l’umanità è destinata a degenerare senza soluzione di continuità”, anche se la Storia, al momento, non può che dargli ragione. Buona visione e buon ascolto.