Confronto sul destino del Pd e sulle elezioni regionali siciliane a Otto e Mezzo (La7) tra il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, e il deputato dem Gianni Cuperlo. Scanzi osserva: “Prima scrollavo la testa ascoltando Cuperlo, perché sono rimasto un po’ trasecolato quando lui ha detto che in Sicilia spera in un grande risultato di Micari. E’ ovvio che lo debba dire, ma ci ho anche visto un po’ di entusiasmo. Addirittura ha anche parlato di una possibilità di ripartire dalla Sicilia per cercare di federare la sinistra. Cuperlo, ma di cosa parliamo? Voi in Sicilia vi candidate e vi siete alleati con Alfano. In quelle liste” – continua – “ci sono ex cuffariani, ex lombardiani, ex berlusconiani. E avete voluto appoggiare Micari, dato al 15-17% persino dietro Fava e Cancelleri, con meno della metà dei voti rispetto a Musumeci. Come pensa di federare la sinistra, partendo poi dalla Sicilia, quando avete sbattuto le porte in faccia a Mdp, a Fava che è una persona degnissima e puntate su un come Micari, che sarà bravissimo, ma dietro il quale ci sono le stesse persone che una volta il Pd, lei compreso, diceva di voler combattere”. “Fava è una persona molto perbene e non ci piove” – risponde Cuperlo – “. Io non voglio arrendermi di fronte a questo scenario di divisione della sinistra. In Sicilia venivamo da una esperienza di governo molto contradditoria, era stato chiesto di non candidare più Crocetta, il quale chiedeva le primarie che non si sono più fatte, e di non candidare un esponente del Pd. Quindi, si è scelto di non candidarlo e di preferire una figura del civismo siciliano”. E sottolinea: “Se noi ci avviciniamo alle prossime elezioni politiche in una logica dove, da una parte, il principale partito definisce quelli che oggi non ci sono più ‘traditori di una causa’ e, dall’altra, chi è fuori dal Pd definisce il suo leader come un infiltrato della destra, io temo che non esce in piedi nessuno dei due e consegniamo davvero le chiavi dell’Italia a una incognita. L’idea che il Pd possa essere autosufficiente l’abbiamo cancellata, ma la Sicilia ovviamente condizionerà il clima politico e sarà certamente un test nazionale”. Scanzi commenta: “Cuperlo è perfetto nella teoria, ma un po’ meno nella pratica. Non vorrei che finisse come quel personaggio di Carlo Verdone nel film ‘Sono pazzo di Iris Blond’, quando a un certo punto la protagonista deve farlo fuori e gli dice: ‘Tu fai parte del gruppo, ma in realtà non ne fai parte’. E giustamente Verdone le risponde: ‘Se non ne faccio parte, che ci sto a fare?’. Ecco, Cuperlo secondo me dovrebbe domandarselo: ‘Se io faccio parte del partito, ma conto poco e sembra quasi che non ne faccia parte, che ci sto a fare?”