“Mi ha presa e mi ha baciata mentre mi attirava a sé. Poi mi ha afferrato la spalla, ha ricominciato a baciarmi molto aggressivamente e mi ha messo una mano sul seno. Dopo mi ha preso una mano e mi ha condotto in camera, ma io me ne sono andata”. Summer Zervos l’aveva raccontato pubblicamente un anno fa, a poche settimane dalle elezioni presidenziali americane. Ora l’ex concorrente di The Apprentice, il reality show allora prodotto e condotto da Donald Trump, ha citato in giudizio il presidente americano per molestie sessuali. Il tutto negli stessi giorni in cui domina i media lo scandalo che vede coinvolto il produttore cinematografico Harvey Weinstein.

L’azione legale della donna, originaria della California, si inserisce all’interno della causa per diffamazione che Zervos ha intentato a gennaio contro Trump, dopo che questo aveva detto che le accuse della donna erano solo “bugie”. I legali del presidente Usa hanno presentato una richiesta di archiviazione in merito e ora, per sapere se e quando il numero uno della Casa Bianca dovrà comparire in tribunale, bisogna attendere proprio che i giudici si esprimano sulla possibile archiviazione della causa per diffamazione.

Ma Zervos non si è fermata qui. Nel citare in giudizio il presidente Usa, la donna ha anche chiesto tutta la documentazione “riguardante ogni denuncia sporta durante la campagna elettorale di Donald J. Trump nei confronti di quest’ultimo per aver sottoposto donne a palpeggiamenti senza consenso e/o comportamenti sessualmente inappropriati“. Nel documento – presentato da Zervos nel marzo 2017, ma giunto all’attenzione della corte solo il mese scorso – vengono specificati i nomi delle altre nove donne che hanno accusato Trump di averle molestate.

Già nei mesi scorsi i legali di Trump avevano chiesto di rimandare il processo a quando scadrà il mandato del loro assistito, trincerandosi dietro l’immunità del presidente e aggiungendo, lo scorso luglio in tribunale, che la denuncia avrebbe motivazioni politiche. Gloria Allred, una delle più famose avvocatesse americane, che sta assistendo la Zervos, ha invece deciso di andare avanti, dichiarando di sperare che il tribunale rifiuti la richiesta di archiviazione, in modo che “si possa proseguire con le scoperte, ottenere testimonianze e documenti rilevanti”.

Ritorna, dunque, ad aleggiare su Donald Trump lo spettro delle molestie sessuali, esploso poche settimane prima della denuncia di Zervos, quando è stato diffuso un audio risalente al 2005 in cui Trump, non sapendo di essere registrato, diceva al conduttore di una trasmissione tv: “Quando sei una star, le donne te lo lasciano fare. Puoi fare ogni cosa. Afferrarle nelle parti intime, ovunque”. In quelle settimane una decina di donne, citate ora nel documento di Zervos, si erano esposte pubblicamente per denunciare Trump per molestie e abusi.