“Lui è straniero non possiamo affittarvi la casa”. Dopo il caso della studentessa e del medico casertano che hanno denunciato il razzismo dei alcuni padovani proprietari di appartamenti nei confronti di aspiranti inquilini di origine meridionali, stavolta a è il turno di due giovani emiliani: Carlo Donati, figlio di un noto albergatore di Ravenna e il suo amico Yosef, nato in Etiopia ma in Italia da quando aveva un anno. Il fatto è accaduto a Bologna. A raccontarlo al fattoquotidiano.it è lo stesso Carlo che da ventiquattr’ore non fa altro che rilasciare interviste a difesa dell’amico rimasto letteralmente senza parole. “Da circa un mese e mezzo io e Yosef cercavamo un appartamento a Bologna dove abbiamo deciso di iscriverci all’Università. Nei giorni scorsi abbiamo trovato su un gruppo Facebook l’opportunità di affittarlo insieme a due ragazzi veneti”.

Yosef e Carlo fanno come tutti i giovani: guardano le foto, contattano i possibili coinquilini, si danno un appuntamento l’indomani per conoscersi e se tra loro c’è un’apparente sintonia si passa alla firma del contratto. Così hanno fatto o almeno volevano fare perché una volta arrivati al residence dove avrebbero dovuto abitare in zona Bolognina si sono sentiti rifiutati a causa del colore della pelle di Yosef. “Uno dei due ragazzi veneti che aveva contattato la società – racconta Carlo – si è affacciato alla reception indicandoci e presentandoci come i suoi coinquilini. A quel punto la signora che stava al front desk ci ha guardato e ha scosso la testa”. Niente da fare. Alla vista di un giovane nero le porte si sono chiuse.

“Stentavamo a crederci. Ho provato – continua Donati – a capire i motivi di quel rifiuto. Ho tentato di spiegare che Josef è italiano come me, ha fatto la mia stessa scuola, viene dalla mia stessa città, ha genitori italiani che lo hanno adottato ma lei è rimasta ferma nella sua convinzione: “Lui è straniero”. Hanno provato a rifilarci la scusa che avevano già assegnato l’appartamento nonostante avessimo fissato un appuntamento e che non affittano a studenti anche se il residence è per il 90% abitato da universitari”. Ad andare su tutte le furie è stato da subito anche il padre di Carlo che sulla sua pagina facebook ha per primo denunciato il caso: “Mio figlio mi ha appena telefonato, è a Bologna ed è affranto. Questa mattina era felice, aveva infatti trovato, dopo tante ricerche, un appartamento a Bologna. Lui e Josef, suo amico da una decina di anni, hanno deciso di condividere l’appartamento, si sono dati un budget e mi hanno pure chiesto di aiutarli a trovare qualche lavoretto, durante i loro week end a Ravenna, per tentare di essere indipendenti. Mi ha chiamato, aveva la voce bassa, biascicava le parole ed ho sentito dirgli una cosa devastante.
All’appuntamento per gli accordi, con l’affittuario, si sono visti respingere e liquidare in meno di cinque minuti, perché il suo amico ( e da adesso è anche mio figlio) Josef è “negro”. Non ho altro da aggiungere, per il momento, se non che andrò molto presto a Bologna”.