Fa la foglia di fico e il Grillo Parlante. Celebra il primo governo di Romano Prodi , sottolineandone l’ingombrante assenza, e chiede a segretario e presidente del Consiglio seduti in prima fila che quello che rimane il primo partito della sinistra italiana abbia il coraggio di portare a compimento il cammino della legge sullo Ius soli. Nel giorno della festa per i 10 anni del Partito Democratico del quale fu tra i fondatori, Walter Veltroni ha aperto la cerimonia al Teatro Eliseo di Roma.

“Il Pd nacque con 10 anni di ritardo, doveva essere il consolidamento dell’Ulivo – ha detto l’ex segretario – il governo Prodi del ’96 fu il migliore della storia della Repubblica in primo luogo per l’autorevolezza di chi lo presiedeva: Romano Prodi”, ha proseguito Veltroni svolgendo la funzione della foglia di fico, utile alla dirigenza a simboleggiare sul palco gli ultimi scampoli di quella sinistra che nel partito non c’è più ma sottolineando contemporaneamente l’assenza del Professore, non presente in sala perché non invitato. “Perché non c’è?“, grida qualcuno dalla platea tra gli applausi per il fondatore dell’Ulivo, i cui rapporti con il segretario Matteo Renzi si sono fatti sempre più difficili negli ultimi mesi.

“Quell’esperienza finì uccisa da due mali storici della sinistra, il massimalismo e le divisioni – ha proseguito Veltroni – il Pd nacque per raccontare una nuova storia al Paese: finalmente ci si unisce e non ci si tirano i piatti alla prima occasione”. Ma i piatti sono volati, eccome (“l’elettore aspetta questa notizia: un giorno, anche solo 24 ore, senza un litigio, una divisione, una scissione che rendono più deboli noi e più forti gli altri”), e anche oggi che continuano a farlo l’ex sindaco di Roma vuole guardare avanti: “Il passato è passato. Non ci resta che il futuro. Vorrei che il nostro sguardo si alzasse sulla polvere delle baruffe quotidiane”.

Per costruire il futuro, ha proseguito Veltroni vestendo i panni del Grillo Parlante, bisogna cominciare dal presente: “Non abbiamo paura della parola ‘sinistra‘”, ha detto l’ex segretario, rivolgendo un invito al segretario Renzi e al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ad avere il coraggio di realizzare una legge recentemente definita dagli stessi “una battaglia di civiltà”: “Vorrei che la legislatura si concludesse con l’approvazione dello Ius soli. Paolo e Matteo, fate ciò che è necessario”.

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