Lo hanno ritrovato disteso per terra con segni evidenti di accoltellamento al petto. Dopo due giorni di attesa e le prime ricerche ufficiali, scattate 48 ore dopo il suo ultimo avvistamento, il corpo di Daniele Battistini, 26enne di Nardò, in provincia di Lecce, è stato ritrovato senza vita a Porto Selvaggio. Il cadavere era riverso nella pineta della località turistica del Salento e aveva ancora addosso lo zaino che portava con sé quando domenica pomeriggio è uscito da casa attorno alle 15 dicendo che avrebbe fatto una passeggiata. Da quel momento si erano perse le sue tracce.

Il cellulare del ragazzo, studente di Scienze infermieristiche all’università di Lecce, si era agganciato poche ore dopo alla cella che copre la zona tra Gallipoli e Rivabella, a una ventina di chilometri dal luogo in cui i Vigili del fuoco e le unità cinofile della Croce Rossa hanno ritrovato il cadavere. Poi nessun segnale, probabilmente perché la batteria si è scaricata. Già domenica sera i genitori del giovane avevano lanciato l’allarme non vedendolo rientrare a casa e il comune di Nardò aveva chiesto attraverso i social network di aiutare le ricerche nelle quali erano impegnati anche i volontari della Protezione civile e i carabinieri di Gallipoli.

Le attività si erano subito concentrate attorno alla zona di Porto Selvaggio, molto amata dal 26enne, per via del ritrovamento di una busta della spesa con dei resti di cibo. Al momento gli investigatori non escludono alcuna pista. Una prima schiarita potrebbe arrivare dalla prima analisi del cadavere che il medico legale effettuerà sul luogo del ritrovamento. Appena tre settimane fa il Salento era stato teatro dell’omicidio di Noemi Durini, la 16enne di Specchia ritrovata senza vita dopo dieci giorni di ricerche. Del suo assassinio si è autoaccusato il fidanzato appena 17enne, che ha raccontato di averla accoltellata nelle campagne di Castrignano del Capo, dove gli inquirenti ritrovarono il corpo della minorenne – proprio su indicazione del giovane – lo scorso 13 settembre.