Se il mostro fosse in ognuno di noi?

Se la creatura protagonista di The Shape of Water fosse infatti una metafora per esprimere le inquietudini di un cambiamento o di una incomunicabilità?

La comunicazione nell’ultimo film di Guillermo Del Toro (Il labirinto del fauno, Crimson Peak) è infatti un tassello molto importante, stratificato, sfaccettato negli enigmi, nei doppi sensi, negli stereotipi di una società divisa da un conflitto internazionale. Gli americani contro i russi, i russi contro gli americani, una tensione che si basava proprio sull’accesso all’informazione per superare e bloccare il nemico.

I due protagonisti, la giovane Elisa (Sally Hawkins) e la creatura aliena (Doug Jones), quest’ultima una vera citazione di Gill-Man de Il mostro della laguna nera di Jack Arnold del 1954, sono, infatti, due esseri viventi senza parola e che comunicano attraverso i soli gesti e il tatto. Una comunicazione visiva, basata sul corpo e sui sensi: il corpo come sessualità, come espressione e ricerca intima e pubblica. I sensi come condivisione di un sapore, di un piacere o di un dolore.

Poteva essere un cortometraggio ed invece The Shape of Water riprende il fantasy come racconto d’oggi e della quotidianità: la paura nelle sue implicazioni sociali e politiche. Ma anche il cambiamento di una società che proprio nel conflitto della Guerra Fredda avrebbe spalancato le porte alla società globale oggi in rotta di collisione verso una società chiusa e sorvegliata. Accanto ai due insoliti protagonisti, dei personaggi che devono molto al noir americano degli anni Quaranta e Cinquanta, come lo spietato colonnello Strickland interpretato da Michael Shannon.

Un salto questo nel cinema classico di genere, che nell’ultimo periodo nel cinema americano sembrava quasi sparito eccezion fatta per nomi storici come Robert Zemeckis e Steven Spielberg. La favola restituisce la magia ma riporta anche alle inquietudini di ognuno di noi. La fantasia come valore politico, come è stato affermato dallo stesso Del Toro, non solo come evasione. Il mostro così per una volta ha vinto la Mostra del cinema di Venezia.

[TRAILER ENG]

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Torino Film Festival, thriller pop ed erotismo per l’edizione 2017. Prospettiva dedicata a Brian De Palma

prev
Articolo Successivo

Franca, Chaos and Creation, il documentario su Franca Sozzani arriva al cinema

next