La Corea del Nord ha spostato verso la sua costa occidentale un missile che sembrerebbe essere di tipo balistico intercontinentale (Icbm). Lo ha riferito l’agenzia Asia Business Daily, citando fonti anonime. Lo spostamento è iniziato lunedì ed è avvenuto soltanto di notte per evitare la sorveglianza, afferma la testata sudcoreana. Il ministero della Difesa di Seul che aveva anticipato come Pyongyang fosse pronta a lanciare un missile Icbm in qualsiasi momento, non ha confermato. La Corea del Sud risponde portando avanti il suo ciclo di manovre militari: sono cominciate ora le attività marittime della Marina con la mobilitazione nelle acque del mar del Giappone della fregata da 2.500 tonnellate Chungbuk, di sottomarini e aerei di sorveglianza P-3C Orion e multiuso Lynx, di una motovedetta da 1.000 tonnellate e altre unità da 400 e 130 tonnellate, alcune delle quali al servizio di incursioni rapide.

E’ soltanto il primo passo di quattro giorni di esercitazioni navali che partiranno da mercoledì. Seul e Washington hanno concordato di rimuovere il limite di carico alle testate per i missili sudcoreani. Intesa arrivata durante la telefonata tra i presidenti Moon Jae-in e Donald Trump. La mossa conferma una spinta agli armamenti di Seul per migliorare le capacità di difesa dalle provocazioni della Corea del Nord. Si prevede infatti queste ultime continueranno anche nei prossimi giorni e settimane: il 9 settembre, l’anniversario della fondazione dello Stato, e il 10 ottobre, giorno della nascita del Partito dei Lavoratori, sono già indicate dall’intelligence sudcoreana come date sensibili.

“Le esercitazioni hanno lo scopo di migliorare la nostra capacità di risposta immediata contro le provocazioni navali da parte di nemici”, ha confermato il capitano Choi Young-chan, comandante del 13esimo Gruppo navale. ”Se il nemico provoca ovunque, sull’acqua o sotto, reagiremo in maniera pronta annientandolo in mare”, ha aggiunto Choi. Le manovre sono maturate a due giorni dal sesto test nucleare nordcoreano, il più potente mai fatto finora e rivendicato come ”perfetto successo” del primo ordigno all’idrogeno. Corea del Sud e Usa, a completamento del piano, avranno poi giovedì e venerdì manovre congiunte nel mar del Giappone che avranno come target i sottomarini nemici.

Dopo la riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu di lunedì, Angela Merkel e  Trump in una telefonata hanno concordato su una maggiore pressione internazionale su Pyongyang. Posizione condivisa anche dall’Italia, mentre Francia e Regno Unito chiedono anche di varare nuove sanzioni per penalizzare ulteriori settori dell’economia nordcoreana. Per la Russia e soprattutto per Vladimir Putin nuove sanzioni sarebbero invece “futili e inefficaci”. Visto che Pyongyang “ha armi atomiche – aggiunge il presidente russo – un conflitto potrebbe portare a una catastrofe globale“. Putin, riferisce l’agenzia Interfax, pur condannando i test condotti da Kim, è convinto che “insistere sull’isteria militare” per risolvere il problema sia “senza senso, un vicolo cieco”.

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