Ogni anno, nell’ultimo lunedì di agosto (e la domenica precedente) le strade del quartiere londinese di Notting Hill si riempiono di più di un milione di persone in occasione dell’omonimo Carnevale, un coloratissimo street festival guidato dalla comunità caraibica della metropoli. Più di un milione di persone, cioè più o meno lo stesso numero di telespettatori che ieri hanno guardato la trecentoventitreesima replica di Notting Hill in tv (attenzione: il numero non corrisponde al dato reale, probabilmente più alto).

Come Pretty Woman, Notting Hill è la classica commedia sentimentale anni ‘90 che le emittenti televisive nostrane mandano in onda almeno due volte l’anno e che puntualmente tiene incollato allo schermo minimo un milione di spettatori. Minimo. Ma perché, a quasi vent’anni dall’uscita nelle sale, ancora non ci stanchiamo di vedere l’attrice americana famosa e l’ordinario libraio inglese che si innamorano, poi si lasciano, poi si ripigliano e vivono per sempre felici e contenti?

Notting Hill, a distanza di vent’anni il film con Julia Roberts e Hugh Grant resta un’ottima scusa per non uscire

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