Si è staccato oggi, 12 luglio, un bel pezzo della piattaforma glaciale di Larsen C, in Antartide. Il risultato è uno dei più grandi iceberg mai registrati nella storia, più della Liguria. Si parla di un migliaio di miliardi di tonnellate di ghiaccio per una superficie di circa 6000 chilometri quadrati e uno spessore di 350 metri.

Spettacolare, ma ora che succede? A breve termine, niente di particolare. Il pezzo che si è staccato era parte di una “piattaforma glaciale”: quindi era già galleggiante e quindi non farà aumentare il livello dei mari in modo significativo. Però, è un’indicazione di quello che ci sta arrivando addosso a causa del riscaldamento globale. L’Antartide, di cui tanti dicevano che “non si scalda”, è in realtà una delle zone del pianeta che si sta scaldando più rapidamente e con maggiore intensità.

Il riscaldamento globale non solo sta arrivando, ma sta arrivando a velocità sempre crescenti. Lo si vede da tante cose, una delle quali è il ritiro dei ghiacci, sia nell’Artico che in Antartide. Curiosamente, l’umanità sembra soffrire di una forma di ipermetropia terminale: mentre ci avviciniamo sempre di più al disastro, sempre meno riusciamo a vederlo. Negli Stati Uniti, Trump cerca disperatamente di resuscitare un’industria moribonda, quella del carbone.

Non ci riuscirà, ma potrà fare dei discreti danni al clima e a tutti quanti noi nel tentativo di realizzare il suo piano. Da noi, l’anziano Zichichi non trova di meglio che prendersela contro gli scienziati suoi colleghi che avevano previsto quello che sta succedendo, accusandoli di essere “cialtroni” e “terroristi” in un articolo recente apparso su “Il Giornale” (05/07/2017). Insomma, non siamo messi bene. Ce la faremo a evitare il peggio? Chi può dirlo? Per il momento, godiamoci la siccità.

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