Torna a bomba la polemica a distanza tra il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e il direttore del TgLa7, Enrico Mentana, dopo l’episodio avvenuto nella notte dell’11 giugno durante la Maratona Mentana. Orlando si rifiutò di parlare ai microfoni di La7, adducendo come motivazione il fatto che Mentana lo avesse identificato come un esponente del Pd. “Ho chiesto scusa e comprensione alla giornalista di La7” – spiega il sindaco di Palermo, nel corso di “Casa Minutella”, su Trm13 – “e ho scritto pure una lettera per dire che la responsabilità era mia. Ma tu Mentana non puoi, di fronte ai risultati elettorali che arrivano, avere quell’atteggiamento. Io le critiche le ho sempre ricevute e sono sopravvissuto anche alle critiche di Mentana. Gli insulti, quando me li prendo, rimangono in bocca a chi mi li rivolge. Ma l’atteggiamento di derisione e di sufficienza da uno come Mentana non lo accetto per mille ragioni. E non voglio dire perché“. E rincara: “Mettermi sotto la sigla del Pd è stata una bambinata. Non c’era solo il Pd, c’erano anche due liste civiche. Sono le semplificazioni di una informazione che non ha capito che il mondo è cambiato. Se io fossi stato davvero identificato come uno del Pd in questi anni, sarei stato invitato in tutte le trasmissioni televisive nazionali. Non mi ha mai invitato nessuno. E’ chiaro?

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