Li chiamiamo biopic, ma sono film biografici che spesso ritraggono anche un’epoca. Storie vere, insomma. All’altro capo del mondo c’è il film d’arte. Pura intuizione estetica legata al sentire, con trame rarefatte, a volte impalpabili o estreme. In quell’infinita terra di mezzo, un’autorialità a tutto campo. Quali confini tra cinema verità, quello che narra lucidamente l’oggi e il passato, e quelli che guardano a storie poetiche o fantastiche ancor prima del film d’arte? E con quanta poesia si può raccontare una storia biografica? L’invito sembrerà un gioco di parole, ma facciamo due passi dalle parti di tre autori in tre titoli.

Pablo Larraín, Ken Loach e Jim Jarmusch: il cinema d’autore tra storia, prosa e poesia

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