Botta e risposta serrato a Dimartedì (La7) tra il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, e l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. Il dibattito nasce quando Travaglio afferma che il leader di Campo Progressista non abbia il peso specifico per “rottamare” Renzi e menziona un sondaggio pubblicato su Il Fatto Quotidiano circa il papabile leader di una formazione alla sinistra del Pd: “I primi che sono venuti fuori sono stati Rodotà e Saviano. Tra i politici, Bersani. Pisapia è dato alla pari di tanti altri peones come Speranza. Credo che Pisapia sia un fenomeno mediatico, prende tanti voti sui giornali, come Repubblica, ma pochi nelle urne”. “So di non essere molto simpatico a Travaglio da sempre” – replica Pisapia, inciampando in un lapsus – “però vorrei ricordare che, se non ho letto male proprio sul Foglio, dopo Bersani c’era il nome di Pisapia. Forse era un mio omonimo. Del resto, stimo così tanto Bersani che mi va benissimo star dietro di lui”. “Fermo restando che il mio giornale è Il Fatto e non Il Foglio” – precisa Travaglio – “io non ho alcuna antipatia nei confronti di Pisapia, anzi personalmente lo ritengo una persona amabilissima e perbene. Non riesco a capire come possa dare una svolta al centrosinistra, essendosi espresso su tutte le scelte più importanti fatte negli ultimi mesi da Renzi, alla stessa maniera di Renzi. Persino Bersani, D’Alema, Speranza hanno votato No al referendum, mentre Pisapia ha detto che bisognava votare Sì. Non credo che ci sia bisogno di belle copie o di copie, comunque, di Renzi”. Pisapia rivendica la sua identità di sinistra, citando l’operato da sindaco di Milano. E aggiunge: “Poi ho criticato quella legge perché non si è cercata un’alleanza più larga. Ma, in ogni caso, questo è superato. Però su tutte le altre cose sono stato critico con Renzi. Forse Travaglio legge solo Il Fatto, perché ci sono fior fior di interviste in cui io dico a Renzi di guardare un po’ a sinistra del Pd e non a destra”. “Invitare Renzi a guardare a sinistra è una esortazione bellissima” – ribatte il direttore del Fatto – “Però credo che sia riduttivo. Renzi è Renzi. Ha tanti difetti, ma non si nasconde. Si è appena fuso con Alfano a Palermo per far vincere Leoluca Orlando, nascondendosi. Ha un idem-sentire con il centrodestra su quasi tutto. Vedi l’ultima votazione sui voucher, addirittura con Forza Italia e con la Lega. Come può pensare di liquidarlo, dicendogli di voltarsi ogni tanto a sinistra?”

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