Nel giorno in cui il Miur invia alle scuole l’elenco delle commissioni della maturità 2017 per i ragazzi che dovranno affrontare esame di Stato comincia uffialmente il “tototema”: le stragi del 1992, i Trattati di Roma, Dario Fo ma anche Luigi Pirandello e Umberto Saba sono gli argomenti sui quali gli studenti stanno alimentando le discussioni sui social network e sui siti a loro dedicati. Lo scorso quattro aprile il ministero dell’Istruzione ha annunciato di aver scelto ed approvato le tracce che sono state definite “belle e alla portata della preparazione degli studenti”.

Parole che hanno messo in moto la fantasia dei docenti. Una cosa è certa: il primo scritto, in programma il 21 giugno, sarà uguale per tutti i maturandi indipendentemente dall’indirizzo di studio e dovrà essere svolto in un massimo di sei ore con il solo aiuto del vocabolario d’italiano. Anche quest’anno saranno quattro le tipologie delle tracce e su ciascuna gli analisti e i scommettitori si stanno scatenando incrociando dati degli anniversari, analizzando i temi e i nomi usciti gli anni passati e non ultimo, i gusti della ministra Valeria Fedeli.

Per quanto riguarda l’analisi del testo ovvero il brano di prosa o la poesia di un autore italiano che il maturando dovrà analizzare, dopo il premio Nobel a Bob Dylan, sono in molti a pensare che possa essere consegnata ai ragazzi una canzone italiana, magari di un cantautore scomparso come Fabrizio De André, Lucio Dalla o Luigi Tenco. I più attenti osservatori hanno notato che lo scorso anno il ministero aveva proposto Umberto Eco scomparso da pochi mesi: una traccia quasi scontata. Così in molti quest’anno pensano ad un omaggio a Dario Fo che ci ha lasciato da poco. Difficile pensare ad un autore vivente: negli ultimi anni solo la ministra Maria Chiara Carrozza aveva osato tanto proponendo un testo di Claudio Magris. I più ipotizzano, invece, che potrebbe spuntare Umberto Saba a 60 anni dalla morte o a Luigi Pirandello visti i 150 anni dalla nascita. Chi se ne intende come lo scrittore Christian Raimo, insegnante di storia e filosofia in un liceo romano, da sempre membro in commissione d’esame  suggerisce altro: “Dario Fo sarebbe un colpo. Nessuno sarebbe preparato. Ci sono dei punti che i programmi scolastici hanno che in genere vengono rispettati. Se fossi tra chi sceglie le tracce metterei qualche figura di donna importante della letteratura: Grazia Deledda, Elsa Morante, Hannah Arendt. E vista l’attenzione della ministra per le donne, ci penserei. Una figura sulla quale mi preparerei è quella di Tullio De Mauro”.

Sulla traccia del saggio breve o dell’articolo di giornale che presenta a sua volta quattro sotto-temi (di ambito storico-politico, artistico-letterario, tecnico-scientifico e socio-economico), in cima alla classifica ci sono l’Europa e la Brexit legati anche ai sessant’anni dal Trattato di Roma. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico scientifico c’è in quota il tema Aids a trent’anni dal primo farmaco contro l’Hiv. “Ha un senso prepararsi su questi argomenti. La maturità sarà un esame ad un mese dalle elezioni londinesi, a poche settimane dal referendum in Catalogna. C’è anche il tema dell’ambientalismo da prendere in considerazione dopo la decisione di Trump. Escluderei l’argomento terrorismo perché si rischia di finire a dire delle ovvietà”, spiega Raimo.

Occhi puntati anche sul tema storico: gli argomenti più quotati ad oggi sono i 100 anni dalla rotta di Caporetto ma anche il 1992 ovvero i venticinque anni dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio. Qualcuno accenna anche alla Guerra dei sei giorni di cui si parla molto in queste ore ma a scuola non si dedica molto spazio a questo conflitto. Tutti argomenti che il ragionamento di Raimo esclude: “La Grande Guerra è stata trattata tante volte. Falcone e Borsellino è un argomento che non si fa spesso a scuola. La Guerra dei sei giorni è un tema divisivo. Non credo possano uscire”.

Infine la traccia sull’attualità: in questo caso si punta alla questione gender o alla violenza sulle donne vista la sensibilità della ministra Valeria Fedeli. Ma quest’ultima traccia resta la più difficile da azzeccare: negli ultimi anni sono usciti argomenti che vanno dalla musica, alle periferie con una citazione di Renzo Piano a Malala Yousafzai con la sua ormai famosa frase “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”. Il professor e scrittore pensa ad altro: “Di fatto le questioni che riguardano le grandi migrazioni potrebbero uscire allo scritto o all’orale. Infine la ministra si sta prodigando per far parlare in maniera diversa di don Milani a 50 anni da Lettera ad una professoressa. Non va dimenticato”.

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