Le minacce di morte pronunciate da Totò Riina in carcere, mentre parlava con Alberto Lorusso, presunto boss della Sacra Corona Unita, non spaventano il presidente di Libera don Luigi Ciotti. “Non ho paura. Il nostro impegno, quello di Libera, non si ferma ma va avanti”, ha affermato lo stesso don Ciotti al termine dell’udienza davanti al gip Anna Magelli. Don Ciotti, assistito dall’avvocato Enza Rando, si è opposto all’archiviazione del fascicolo che era stata chiesta dalla Procura di Milano. All’esterno del tribunale una delegazione di coordinamenti e presidi di Libera provenienti da varie parti d’Italia ha voluto testimoniare la vicinanza a don Ciotti.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Mafia, chiesta archiviazione per le minacce di Riina a don Ciotti. Libera: “Erano messaggi fuori dal carcere”

prev
Articolo Successivo

‘Ndrangheta e dintorni, i mafiosi sono esecutori di un disegno più grande

next