Limite alle licenze e progetti di partecipazione popolare. Ma anche mantenimento delle postazioni esistenti, criteri che blindano i vecchi licenziatari anche nei prossimi bandi, sanatoria per gli irregolari. Il nuovo regolamento del Movimento 5 stelle per gli ambulanti a Roma propone un testo aggiornato e più organico, ma non tocca gli equilibri dell’enorme business delle bancarelle, che resterà nelle mani dei soliti noti grazie alla famigerata “anzianità”. Manca una vera mappatura delle postazioni: il regolamento si limiterà a confermare quelle esistenti, che dovranno adattarsi alle nuove norme. Così i divieti nel centro storico continueranno ad essere affidati solo alle osservazioni del Tavolo del decoro (che però non opera nelle aree periferiche) e alle ordinanze. L’entrata in vigore della Bolkestein? Una formalità che oggi fa meno paura. La “crociata” anti-Tredicine iniziata da Ignazio Marino? Un lontano ricordo. “Ora si ritorna all’antica”, commenta l’ex assessora al Commercio del sindaco Pd, Marta Leonori.

AL COMUNE SOLO 1,5 MILIONI L’ANNO – La Commissione commercio presieduta dal consigliere Andrea Coia ha approvato il “Nuovo regolamento delle attività commerciali sulle aree pubbliche”: un testo molto tecnico di circa 40 pagine, che tocca uno dei grandi centri d’interesse della Capitale. Oltre 11mila postazioni totali, circa 1.300 “a rotazione”, 650 posteggi fuori mercato e 175 “stagionali”, in grado di garantire lauti guadagni a chi possiede una licenza. E che invece fruttano alle casse del Comune la miseria di 1,5 milioni l’anno. Sulle tariffe ogni discorso è rinviato in sede di bilancio: l’ultimo aumento è datato all’amministrazione Marino, in Campidoglio si è parlato di una revisione dei canoni ma lo scorso anno non se n’è fatto nulla. Intanto arrivano le nuove regole.

“ANZIANITÀ” ANTI-BOLKESTEIN – L’amministrazione a 5 stelle ha lavorato seguendo la stella polare del “no” alla direttiva Bolkestein, uno dei cavalli di battaglia del Movimento anche a livello nazionale. Per disinnescare la direttiva europea il nuovo regolamento punta tutto sul concetto di “anzianità”. La soglia del 40% stabilita dall’intesa delle Regioni viene recepita in maniera tale da blindare gli attuali licenziatari: basti pensare che, oltre al punteggio per il tempo d’iscrizione al registro d’impresa (da 40 a 60), l’ambulante “uscente” riceverà un bonus di altri 40 punti solo per il fatto di aver occupato quella postazione prima del bando. Di fatto, sarà molto difficile (per non dire impossibile) che le licenze passino di mano. Diverso il discorso per le nuove postazioni, che saranno assegnate “tutte in base alla qualità”, assicura Coia (con l’anzianità però decisiva in caso di parità). L’articolo comunque sarà stralciato dagli emendamenti, o meglio “congelato”: visto che il M5S è contrario alla Bolkestein (e c’è ancora la speranza di riuscire a far uscire dalla direttiva gli ambulanti), si è deciso di eliminare dal testo ogni esplicito riferimento ad essa, in attesa di novità dal parlamento. Se invece l’entrata in vigore dovesse essere confermata, la tabella punti sarà ripresentata.

LIMITE ALLE LICENZE E SANATORIA – Altre novità riguardano i mercati rionali, che l’amministrazione conta di rilanciare attraverso l’estensione degli orari (fino alle 23) e l’apertura alla somministrazione di alimenti e bevande (ma su piccole percentuali). Sulle postazioni esterne, invece, il Municipio I (a guida Pd) protesta per la regolarizzazione dei cosiddetti “anomali”, licenze molto vecchie e generiche che permettono ad alcuni operatori di stazionare anche nel centro, per cui è pronta una “sanatoria”. Polemiche anche sulla definizione di alcuni criteri estetici per i camion bar (potranno essere solo “beige, bianco o rossi”, proprio i colori dei mezzi attualmente in uso), e l’abbassamento delle sanzioni. Il presidente Coia, invece, rivendica l’introduzione di un tetto massimo di cinque licenze assegnate allo stesso soggetto giuridico. Anche se questo genere di paletti è stato spesso aggirato fino ad’ora attraverso l’utilizzo di prestanome o familiari.

“GIUSTO COMPROMESSO”.  “NO, VINCE LA CONSERVAZIONE” –Il regolamento (su cui i consiglieri in Commissione hanno lavorato in maniera piuttosto autonoma dall’assessore Meloni) dovrà comunque ricevere l’ok dell’assemblea, dove ci saranno diversi emendamenti. Per Coia si tratta di “un giusto compromesso fra la tutela del decoro e quella del lavoro”. Marta Leonori, ex assessora che con Marino aveva provato a riformare il sistema, parla apertamente di “passo indietro”: “Oggi ha vinto la conservazione”. E pensare che nemmeno le associazioni di categoria sono del tutto soddisfatte: loro chiedevano “più condivisione” e adesso vorrebbero che fosse fermato anche il Tavolo del decoro che “fa atti gravissimi e vuole smantellare il commercio ambulante nel centro storico”. L’ultimo argine all’invasione delle bancarelle.

Twitter: @lVendemiale 

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

“Egr. direttore Peter Gomez, in merito all’articolo pubblicato dal fattoquotidiano.it il 17 maggio 2017 dal titolo “Roma, il M5S vara regolamento per gli ambulanti” a firma di Lorenzo Vendemiali si precisa che non risulta corrispondente al vero l’affermazione per cui le 11.000 postazioni di commercio su area pubblica “fruttano alle casse del Comune la miseria di 1,5 milioni l’anno”.

Come si può evincere, infatti, dall’esame dei dati di bilancio riferiti soltanto alle postazioni di commercio su area pubblica di competenza del Dipartimento Sviluppo economico, Attività Produttive e Agricoltura, vale a dire mercati rionali, plateatici e coperti, e rotazioni (circa 4.700 postazioni sul totale di 11.500), i proventi accertati da canone di occupazione di suolo pubblico nel 2016 sono pari a 4.148.745 euro. Il dato economico riportato nell’articolo risulta, pertanto, del tutto infondato. Si prega di procedere a rettifica secondo la normativa vigente”.

L’Ufficio Stampa

Prendiamo atto della precisazione del Comune di Roma: i proventi accertati da canone di occupazione di suolo pubblico nel 2016 sono pari a 4,1 milioni di euro. A circa un milione e mezzo ammontano infatti gli introiti delle sole postazioni fuori mercato.
LV