E’ stato il primo ministro della Difesa donna della Spagna, in carica dal 2008 al 2011 durante il governo Zapatero. E la sua foto mentre cammina davanti ai soldati in Afghanistan al settimo mese di gravidanza aveva fatto il giro del mondo. Carmen Chacon, 46 anni, è stata trovata morta domenica 9 aprile nella sua casa di Madrid, probabilmente a causa di un infarto. Cardiopatica dalla nascita, l’ex ministra e membro di punta dei socialisti spagnoli, aveva sempre detto che, data la sua patologia, “ogni nuovo giorno era un regalo”.

Chacon nel 2012 era arrivata alla soglia della segreteria del Psoe, sconfitta per soli 22 voti da Alfredo Pérez Rubalcaba al congresso di Siviglia. Negli anni successivi i dissapori politici con Pedro Sanchez l’avevano portata a non presentarsi alle elezioni del 2016.

Nel suo ultimo messaggio su Instagram aveva postato una foto scattata dall’aereo, durante uno dei tanti viaggi di ritorno dagli Stati Uniti. Scriveva che le mancava Miquelete, 9 anni, il suo unico figlio avuto dall’ex marito Miguel Barroso. Da lui, giornalista e uomo politico vicino ai socialisti, aveva divorziato l’anno scorso.

Volando sobre el Océano rumbo #madrid #ganasdecasa #ganasdemar Y muuuuchas ganas de @miquelete1

Un post condiviso da Carme Chacón Piqueras (@carme_chacon) in data:


“Ho 35 pulsazioni al minuto, il cuore al contrario e un blocco ventricolare completo”, spiegava in un’intervista a La Vanguardia nel 2015. “Questo mi fa pensare che tutti i giorni siano un regalo. Fin da quando ero piccola – continuava – mi avevano detto che avrei dovuto portare con me un contapassi e fare una vita molto tranquilla”. Il suo corpo è stato ritrovato senza vita all’interno della sua abitazione a Madrid. A dare l’allarme sono stati i famigliari, che non riuscivano a contattarla. Dopo avere forzato la porta d’ingresso della sua casa, i medici hanno soltanto potuto constatarne il decesso avvenuto “alcune ore prima”. Tanti i messaggi di cordoglio da parte dei membri del Psoe e della politica internazionale.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Usa: ‘Risponderemo a chiunque attacchi innocenti in qualsiasi parte del mondo’. Cina: ‘Corea, rischio guerra accidentale’

prev
Articolo Successivo

Attacco Usa a Siria, Luttwak: “Trump ha fatto bene. Non puoi dire sempre ‘inaccettabile’ come Obama e il Papa, e non intervenire”

next