Ci sono diversi ostacoli tecnici da superare eventualmente con una legge ad hoc ma “non è escluso” che si possa arrivare a un election day per le elezioni amministrative della prossima primavera e il referendum che modifica alcune parti del Jobs act, tra cui la normativa sui voucher. A dirlo, durante il question time alla Camera, il ministro dell’Interno Marco Minniti rispondendo a un’interrogazione del capogruppo del Movimento Democratici e Progressisti Francesco Laforgia.

Nella maggioranza ha subito preso piede la proposta di abolizione totale dei voucher, presentata dal capogruppo Pd Ettore Rosato nel corso di un’assemblea dei dem alla Camera. “Il nostro obiettivo è superare il referendum”, ha confermato Rosato al termine della riunione, specificando quali sono le due ipotesi in campo: “Lasciarli solo alle famiglie o eliminarli completamente”.

A chiedere un giorno unico per la consultazione popolare abrogativa e per almeno uno dei due turni di amministrative erano stati tra gli altri la segretaria della Cgil Susanna Camusso, gli stessi bersaniani, i Cinquestelle, ma anche il presidente della Puglia e candidato alla segreteria del Pd Michele Emiliano. “Pur non escludendo la possibilità di accorpamento”, il ministro Minniti ha fatto presente che ci sono “difficoltà tecniche non superabili in via amministrativa“, dalla diversa composizione degli uffici elettorali, per i referendum e per le elezioni amministrative, alla ripartizione degli oneri tra Stato e Comuni.

Se si vuole l’election day è dunque “inevitabile un intervento di carattere legislativo” come già accaduto in passato. L’esempio portato dal responsabile del Viminale è stato un precedente del 2009 quando al turno di ballottaggio delle elezioni locali di quell’anno fu accorpato un referendum abrogativo in materia elettorale (che peraltro non raggiunse il quorum).

Il Pd però ha intenzione di risolvere la questione prima dell’eventuale election day, “perché riteniamo che su questo tema del lavoro non sia utile uno scontro“, ha spiegato Rosato. Le ipotesi su cui stanno lavorando i dem per superare i due questi referendari, cioè abolire del tutto lo strumento dei voucher o riservarli solo alle famiglie, “sono le nostre proposte, poi ci confrontiamo con gli altri, non abbiamo la velleità di decidere da soli, ma abbiamo la velleità di pensare da soli”, ha aggiunto il capogruppo. L’obiettivo della maggioranza è approvare il testo giovedì in commissione e trasformarlo in un decreto da approvare già venerdì in consiglio dei ministri.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

M5S, Beppe Grillo come ‘Rimba’ Reagan: senza ghost writer il nulla

prev
Articolo Successivo

Consip, il Senato vota sulla sfiducia al ministro Lotti. Segui la diretta

next