L’amministrazione Trump vuole offrire dei “fatti alternativi“. E’ stata la risposta che Kellyanne Conway, consigliera della Casa Bianca, ha dato a Chuck Todd, della Nbc, che le chiedeva un’opinione in merito alle dichiarazioni del portavoce Sean Spicer che ha attaccato i media accusandoli di riportare falsità.

Dal commento della consigliera le vendite di 1984, classico di George Orwell, sono salite vertiginosamente: da martedì il libro è in testa alla lista dei bestseller di Amazon, e la casa editrice si prepara ad una ristampa. “Abbiamo esaurito una ristampa di 75mila copie questa settimana, una quantità maggiore delle solite ristampe del libro”, hanno detto dalla Peguin alla Cnn.

Pubblicato nel 1949, il romanzo racconta una società in cui i fatti sono distorti in una nuvola di affermazioni ambigue al servizi della propaganda. In “Oceania“, lo stato totalitario di 1984, il “Partito” al potere crea il “Newspeak“, la lingua ufficiale, per venire incontro ai suoi bisogni ideologici.

Il paragone con la distopia creata da Orwell si è diffuso sui social media dopo che il presidente e il suo portavoce hanno asserito, senza poterlo dimostrare, che folle record sono intervenute all’insediamento a Washington, in risposta ai maggiori quotidiani che parlavano di scarsa partecipazione, mentre la Conway ha giustificato l’affermazione parlando di “fatti alternativi”.

Ma 1984 non è il solo romanzo che i lettori americani sono tornati a consultare dopo l’elezione del miliardario newyorkese: It Cant’Happen Here di Sinclair Lewis del 1935 sull’elezione di un presidente autoritario è salito al 46° posto mentre “Mondo Nuovo” di Aldous Huxley è 71°.

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