Sul volto indossano le maschere di dodici migranti celebri, da Sigmund Freud a Freddy Mercury, da George Weah a Pablo Neruda, per ricordare a tutti che chi è costretto a lasciare il proprio Paese d’origine per sfuggire alla guerra o alla povertà non è soltanto un numero. Ma una persona, in grado di portare lustro alla patria d’adozione. I sette giovani protagonisti del calendario intitolato “Indesiderabili?“, realizzato per raccogliere fondi in occasione delle festività natalizie dall’associazione bolognese Piazza dei Colori 21, impegnata da anni nel sostegno alle famiglie e ai bambini in difficoltà, infatti, hanno tutti origini straniere. E come i personaggi famosi che interpretano attraverso una maschera sul viso, una per ogni mese dell’anno, hanno dovuto lasciare la propria casa, il proprio paese natale, per partire alla volta di un futuro migliore. Piazza dei Colori ha scelto di rappresentarli in dodici scatti, “con i pettorali in mostra in riferimento al titolo dell’iniziativa, Indesiderabili?, che è anche una piccola provocazione, per ribadire con un pizzico d’ironia un concetto tanto ovvio quanto trascurato: sono tutte persone che hanno un corpo e un cervello – spiega Annabella Losco, fondatrice dell’associazione – e quello che sarà il loro futuro, dipenderà anche dalle opportunità che troveranno e dall’umanità che incontreranno”.

Sfogliando il calendario s’incontrano alcuni dei personaggi più rappresentativi della storia culturale, politica, scientifica, letteraria e artistica, italiana e internazionale. C’è Yann, ad esempio, che interpreta il sommo poeta Dante Alighieri, costretto a lasciare la sua Firenze a causa delle sue idee politiche, e poi morì in esilio a Ravenna. E c’è Fransis, che indossa il volto di Billy Wilder, il celebre regista, sceneggiatore e produttore ebreo nato in Polonia, che perse la famiglia nel campo di sterminio di Auschwitz ed espatriò prima in Francia, poi negli Stati Uniti. Abdi, invece, è il Dalai Lama, la massima autorità del buddhismo tibetano e Premio Nobel per la Pace, che vive in esilio a Dharamsala, in India, Alieu è Farrokh Bulsara, meglio noto come Freddy Mercury, leader dei Queen, che a 18 anni lasciò Zanzibar a causa della rivoluzione, e Fabian veste i panni di George Weah, nato in una tumultuosa e poverissima Liberia per diventare famoso in tutto il mondo, prima come Pallone d’Oro, e poi come figura politica.

“Molti dei personaggi celebri che tutti noi abbiamo studiato sui libri di scuola sono stati migranti, per scelta o per necessità, oppure sono figli di migranti. Pensiamo ad esempio a Steve Jobs, padre della Apple e figlio di un rifugiato siriano come i tanti che oggi fuggono da un’Aleppo bombardata, ai rivoluzionari Nikola Tesla e Albert Einstein, al grande danzatore Rudolf Nureyev. Tutti nomi che hanno contribuito a scrivere la storia politica, scientifica o culturale che conosciamo. Possiamo forse considerarli indesiderabili?” spiega Losco.

Da questa riflessione è nata l’iniziativa dell’associazione, realizzata con la collaborazione di un gruppo di professionisti e di giovani migranti che hanno offerto il proprio contributo su base volontaria, per lanciare, in occasione delle feste, un messaggio contro ogni forma di discriminazione e di pregiudizio: “Tutti siamo preziosi, indipendentemente dalla nostra età anagrafica, dalla religione che professiamo, dalla nostra provenienza geografica o dal livello di scolarizzazione. E ognuno di noi ha una storia alle spalle, un vissuto, non possiamo essere ridotti a un semplice dato statistico”.

Il calendario verrà presentato a Bologna il 21 dicembre prossimo assieme a una campagna di crowdfunding online, poi sarà acquistabile, al prezzo di 10 euro, in tutta Italia tramite il sito web e le pagine social di Piazza dei Colori 21. “Il ricavato – continua l’associazione, che prende il nome da una piccola piazza bolognese in via Mattei, dove vivono oltre 500 famiglie in difficoltà – servirà a portare avanti i progetti di Piazza dei Colori 21 a sostegno di chi ha perso il lavoro, contro la dispersione scolastica e a favore dei senza fissa dimora, e in particolare, l’obiettivo è quello di finanziare per un anno il percorso di reinserimento lavorativo per due donne e mamme assistite da Piazza dei Colori, che insieme a noi stanno recuperando fiducia in loro stesse”.

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Il disabile non è buono per natura

next
Articolo Successivo

Mondiali calcio 2022 in Qatar, ancora lavoro forzato. E l’Italia ci gioca la Supercoppa

next