Dopo il sorteggio è tempo di valutazioni e analisi. A mente fresca. Il Real Madrid è tra le peggiori avversarie che il Napoli potesse pescare (per mano di Rud Gullit) nell’urna di Nyon. La squadra del neo Pallone d’Oro, Cristiano Ronaldo (il quarto in carriera), è tra le principali candidate alla vittoria finale, non solo per la rosa altamente competitiva – non una novità – ma adesso anche nell’impronta di gioco che Zidane è riuscito a dare da quando siede sulla prestigiosa panchina madrilena.

La Juventus di Massimiliano Allegri, al contrario, affronterà il Porto, una squadra sicuramente più abbordabile dei terribili avversari del Napoli e forse tra le migliori opzioni che i bianconeri potessero desiderare dai sorteggi di Nyon. Ma occhio a non sottovalutare i portoghesi che già in estate, contro la Roma, hanno fatto vedere di non soffrire affatto il confronto con squadre sulla carta favorite, puntando forte sulla freschezza atletica del reparto offensivo e da un’età media della rosa decisamente poco elevata rispetto alle restanti partecipanti al torneo (con la media di 26 anni, la quinta più bassa dopo Monaco, Bayer Leverkusen, Borussia Dortmund e PSG).

Ma è proprio sui giovani di entrambe le eurorivali delle italiane che vorrei concentrare le attenzioni.

Daniel Carvajal

I più impiegati da Zidane questa stagione sono un classe ’93 e un ’92 e portano rispettivamente i nomi di Varane e Carvajal, non proprio dei giovanissimi ma sicuramente due elementi che abbassano sensibilmente l’età media delle Merengues. Ha trovato inoltre una certa continuità nelle ultime apparizioni in Liga anche il 22enne rimpianto nerazzuro Mateo Kovacic, un ragazzo che se impiegato come vertice basso in un centrocampo a 3 (o a 4 col rombo) dimostra sempre il suo reale valore, compresa la sua prima sfortunata stagione all’Inter con Stramaccioni, quando di anni ne aveva appena 18. Federico Valverde (talentuoso centrocampista uruguaiano classe ’98) e la punta Sergio Diaz (piccolo e rapido finalizzatore paraguaiano 18enne) sono, infine, i nomi più accreditati per far parte della rosa dei Blancos nel prossimo futuro.

André Silva

Football Soccer - FC Porto v Leicester City - UEFA Champions League Group Stage - Group G - Dragao Stadium, Oporto, Portugal - 7/12/16 FC Porto's Andre Silva celebrates scoring their fourth goal Reuters / Miguel Vidal Livepic EDITORIAL USE ONLY.

Il Porto è una squadra che non ha paura di osare e lo ha dimostrato lanciando titolare, come riferimento del proprio attacco (già nel finale della passata stagione), un ragazzino di appena vent’anni che porta il nome di André Silva, astro nascente del calcio portoghese e vero bomber di razza anche in Europa con i suoi 4 centri in 6 gare ufficiali di Champions. Ma i giovani guidati in panchina dal tecnico Nuno Espirito Santo non si fermano certo alla sola presenza del classe ’95 Silva. Un altro ex interista, Alex Telles, sta trovando in terra portoghese continuità di prestazioni e minuti, così come la seconda punta classe ’96 Diogo Jota e il trequartista 22enne Òliver Torres (entrambi in prestito dall’Atletico Madrid).

A completare il reparto avanzato dei Dragoni ci sarà Jesùs Corona, ala messicana ambidestra di 23 anni, che possiamo tranquillamente definire un concentrato di talento sul fronte destro dell’attacco del Porto, già colonna portante della propria nazionale. Infine tra i talenti emergenti che la squadra portoghese porta ancora in grembo troviamo due classe ’97: il roccioso centrale difensivo nigeriano Chidozie e il mediano di prospettiva – attualmente infortunato – Ruben Neves.

Football Soccer - FC Porto v Leicester City - UEFA Champions League Group Stage - Group G - Dragao Stadium, Oporto, Portugal - 7/12/16 FC Porto's Jesus Corona Reuters / Miguel Vidal Livepic EDITORIAL USE ONLY.

Jesùs Corona
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