Salvini esulta, ma il No ha trionfato dove la Lega non esiste. E ha vinto di brutto grazie ai voti del Pd: un elettore Pd su 4 ha votato No, mentre un elettore di Forza Italia su 4 votava Sì.

Nonostante le lettere, gli sms, l’invasione della Tv da parte del loro segretario e presidente del Consiglio, nonostante Benigni, Santoro, Sorrentino, Michele Serra, nonostante Repubblica, nonostante le aziende che facevano campagna per il Sì scrivendo ai loro dipendenti, nonostante i consigli strategici del superpagato guru della Casa Bianca Jim Messina, i soldi di Davide Serra, le cene con il premier da 30 mila euro a coperto per finanziare la campagna del Sì, nonostante i consoli all’estero facessero campagna per il Sì come tutti gli esponenti del Governo, nonostante il quesito ingannevole sulla scheda, la narrazione tossica, lo spauracchio delle borse, l’endorsement di Obama, nonostante i sondaggi sbandierati per dire che “dai possiamo farcela”, i sondaggi per l’ennesima volta cannati che davano una forbice di 2-4 punti mentre il distacco è stato dieci volte tanto, nonostante tutto questo bombardamento un elettore del Pd su 4 ha votato No.

Mentre un elettore di Berlusconi su 4, nonostante Berlusconi, ha votato a sostegno delle riforme di Renzi e dello stesso Renzi. Il Sì ha vinto nei cento Comuni con meno disoccupati e perso nei cento comuni con più disoccupati. Il No ha stravinto (81 per cento di No) tra i giovani che hanno un tasso di disoccupazione doppio di quello dei loro coetanei in Europa e infatti è lì che cercano lavoro, mentre qui ci si preoccupava di come trattenere al lavoro i vecchi posticipandogli pensione.

Però possiamo continuare a far finta che il problema non sia aver smesso di stare con i poveri, i precari, i disoccupati, smesso di investire in stato sociale invece che nelle imprese private, di difendere i diritti dei lavoratori invece che cancellare l’articolo 18 e consentire lo sfruttamento del lavoro precario con i voucher, di stare con Marchionne – l’unico imprenditore condannato per aver violato la Costituzione – invece che con gli operai licenziati da Marchionne, di spendere più di 50 milioni al giorno per le spese militari risparmiandone però 50 in un anno con l’abolizione del senato elettivo.

Possiamo continuare a fare finta che il problema non sia aver smesso di fare cose di sinistra. Continuare a far finta che il problema sia il populismo, e scriverci un fiume di editoriali sui i giornali che un elettore Pd su 4 ha smesso di leggere in questi mesi e gli altri parecchio prima.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

SALVIMAIO

di Andrea Scanzi 12€ Acquista
Articolo Precedente

Riforme, il day after del Cnel: “Nessun festino. Ora riformare l’organo”

next
Articolo Successivo

Riforme, l’uscita amara della Boschi da palazzo Chigi

next