Dal Veneto alla Sicilia, l’Italia si mobilita in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che ricorre il 25 novembre, con spettacoli, convegni, mostre e molto altro, durante tutta la settimana. Domani, martedì 22 novembre, alle ore 10 presso la Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, la presidente della Camera Laura Boldrini e la ministra per le Riforme Maria Elena Boschi introdurranno i lavori dell’incontro “Safe from fear, safe from violence – Al sicuro dalla paura, al sicuro dalla violenza” che si svolge a tre anni dalla ratifica da parte dell’Italia della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul). Mentre il 26 novembre a Roma si svolgerà la manifestazione nazionale “Non una di meno”, indetta dalla Rete IoDecido, D.i.Re – Donne in rete contro la violenza (che riunisce i Centri Antiviolenza non istituzionali e gestiti da associazioni di donne sparsi sul territorio nazionale) e Udi – Unione donne in Italia (storica associazione femminile nata tra il 1944 e il 1945 dall’esperienza dei Gruppi di Difesa della Donna, creati in supporto alla Resistenza) che partirà da piazza della Repubblica alle 14. «Non accettiamo più che la violenza condannata a parole venga più che tollerata nei fatti. Non c’è nessuno stato d’eccezione o di emergenza: il femminicidio è solo l’estrema conseguenza della cultura che lo alimenta e lo giustifica. È un fenomeno strutturale che come tale va affrontato”. Perché di femmicidio ogni giorno si continua a morire in Italia. Come è successo ieri ad Anna Manguerra ammazzata a colpi di coltello nella sua abitazione nel Trapanese dal marito, da cui si era legalmente separata. In “Ferite a morte”, il progetto teatrale sul femminicidio che Serena Dandini scrive e dirige da anni, si dà voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”. In questa Spoon River del femminicidio, sono loro, per una volta, a parlare in prima persona. Questo è il contributo ironico e straziante di Paola Cortellesi, andato in onda nella puntata di Servizio Pubblico il 9 maggio 2013, che interpreta una donna uccisa dal marito e gettata in un pozzo.

 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Cosentino condannato, quando disse: “Io sono la vittima, schifo la camorra”

prev
Articolo Successivo

Migranti, revocata confisca hotel di Ficarolo: trovato l’accordo economico

next