“Tagliare il numero dei parlamentari e ridurre i costi della politica sono degli argomenti populisti. Farlo in una sola camera mi pare veramente improprio”. Sono le parole dell’ex presidente della corte costituzionale Valerio Onida a 8 e mezzo su La7, che l’11 ottobre scorso ha presentato un ricorso contro il quesito della riforma costituzionale: “Noi abbiamo bisogna caso mai di aumentare il livello di qualità dei politici, e che assumano funzioni di rappresentanza. Purtroppo non è una riforma costituzionale che può migliorare il livello qualitativo dei politici”. La replica del ministro Maria Elena Boschi non si fa attendere: “Non è demagogia ridure il numero dei parlamentari, ma mantenere un impegno. Noi abbiamo mantenuto la promessa. Il professor Onida già nel ’94, nelle tesi dell’Ulivo parlava di queste proposte e noi lo abbiamo fatto”. “Tagliare in questo modo il Senato lasciando intatto il parlamento è fatto solo per rispondere a quest’ansia di ridurne il numero – ha contro-replicaro Onida -. Ma questo si fa con altri criteri. Se il problema è ridurre i costi della politica, osserverei che questo non è un tema costituzionale perchè la costituzione dice che c’è un’indennità, non dice quanto debba essere”

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