E’ durato qualche ora l’allarme causato da un “incidente chimico” presso lo scalo del London City Airport, nell’East End della capitale inglese. Tutto è iniziato quando nel pomeriggio alcuni passeggeri hanno iniziato ad avere difficoltà respiratorie. A quel punto è stata decisa la chiusura dello scalo: oltre cinquecento persone tra passeggeri e personale sono state evacuate, mentre almeno altre 26 sono state sottoposte a cure mediche, sempre per difficoltà respiratorie. Due di loro sono state ricoverate in ospedale. Nel corso dell’allarme è stata sospesa anche la circolazione aerea: i voli provenienti da città come Francoforte, Amsterdam, Belfast e Parigi sono stati ridestinati ad altri aeroporti britannici. “L’aeroporto è stato riaperto. Ringraziamo i passeggeri per la loro pazienza, l’accesso ai terminal sarà ordinato in gruppi e ci saranno disagi nelle partenze”, si legge in un tweet del London City Airport. Ancora sconosciute, però le cause dell’allarme.


Centinaia fra passeggeri e personale del piccolo scalo londinese sono stati allontanati con un allarme antincendio dall’edificio del terminal e radunati all’aperto, sulla pista. Lo scalo si trova a pochi chilometri da Greenwich, dove giovedì 20 ottobre un allarme bomba ha provocato la chiusura di un tratto della Jubilee Line della metropolitana.

“Quando sono entrato nell’aeroporto sentivamo le sirene dell’allarme antincendio e un annuncio in tre lingue che spiegava che il personale ci avrebbe radunati per aiutarci a sgomberare” il terminal, ha raccontato alla Bbc un passeggero inglese di 35 anni. “Ora siamo tutti in piedi sulla pista, sotto l’ala di un aereo perché nel frattempo ha iniziato a piovere”, ha continuato il testimone. “Posso vedere aerei – ha aggiunto – che girano in tondo sopra di noi ma nessun volo è atterrato” nel piccolo scalo della City, nell’area londinese dei Docks.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Iraq, Isis attacca Kirkuk: “Ostaggi in case, scuole e moschee”. 16 morti alla centrale elettrica. “Jihadisti arrivati coi profughi”

next
Articolo Successivo

Londra, City Airport evacuato per “incidente chimico”. Le immagini dai social network

next