Lunedì mattina la quotazione del peso messicano rispetto al dollaro è salita del 2% sui mercati asiatici, toccando i massimi da un mese (a quota 18,91), in scia alla vittoria di Hillary Clinton nel secondo confronto tv con il candidato repubblicano Donald Trump. L’andamento del peso, secondo Reuters, è diventato un barometro delle chance di vittoria del discusso tycoon, scese ai minimi termini dopo la diffusione di un video del 2005 in cui fa affermazioni sessiste censurate anche dal suo aspirante vice Mike Pence e dai candidati repubblicani a Camera e Senato.

L’aumento delle chance della candidata democratica alla Casa Bianca tende infatti puntualmente a riflettersi in un apprezzamento della valuta del Paese ai cui confini Trump sostiene di voler costruire un muro per contrastare l’immigrazione clandestina oltre a voler disconoscere il trattato di libero commercio Nafta che ha eliminato le barriere tariffarie tra Usa, Messico e Canada.

Il trader di una banca giapponese ha riferito a Reuters che è in corso quello che gli addetti ai lavori chiamano “Trump trade”: gli operatori scommettono al rialzo sul peso contro i “porti sicuri” rappresentati dallo yen e dal dollaro canadese.

 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

TRUMP POWER

di Furio Colombo 12€ Acquista
Articolo Precedente

Industria, in agosto produzione sale dell’1,7% su luglio e del 4,1% sul 2015 grazie al +41,9% degli autoveicoli

next
Articolo Successivo

Premio Nobel per l’economia 2016 a Oliver Hart e Bengt Holmström per il contributo alla teoria dei contratti

next