“Grazie, grazie, grazie per i vostri messaggi di solidarietà. L’Arma è pulita, come è sempre stata”. Dopo il deposito della perizia dei consulenti nominati dal gip dell’inchiesta bis sulla morte di Stefano Cucchi che vede coinvolti i carabinieri, a esultare su Facebook è stato Roberto Mandolini. Il maresciallo è indagato per falsa testimonianza con l’accusa di aver mentito ai pm per coprire “il pestaggio perpetrato da tre colleghi nei confronti del ragazzo” e nei mesi scorsi, come rivelato dal Fatto Quotidiano, è stato promosso a maresciallo capo. Il suo post è stato condiviso da Ilaria Cucchi con il messaggio: “Maresciallo Mandolini premier.
Facciamo un confronto pubblico io e lei? Facciamolo in un luogo dove possono esserci tutti i suoi amici che le danno solidarietà. E io vengo da sola”.

Mandolini nelle ore successive alla diffusione del documento, in cui si specifica che “non è possibile formulare certezze sulla causa di morte”, ma che il decesso improvviso per crisi epilettica è “l’ipotesi più attendibile”, ha scritto su Facebook la sua soddisfazione: “Ho quasi 10.218 messaggi di auguri”, si legge nel post, “vicinanza e solidarietà da leggere e rispondere arrivati sino ad oggi da cittadini di tutta Italia. Il vostro affetto, la vostra stima mi onorano e mi lusingano. Io ho fatto solo il mio dovere, come lo fa ogni singolo carabiniere. L’Arma dei carabinieri è pulita e lo è sempre stata. Risponderò a tutti, datemi una settimana di tempo. Sempre a testa alta”.

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