Altri tre alpinisti ritrovati morti sul Monte Rosa lunedì 29 agosto, oltre ai tre svizzeri precipitati domenica per oltre 800 metri dal Colle Gnifetti e deceduti. Oggi, dopo il recupero all’alba dei corpi di due alpinisti tedeschi, una terza persona è stata individuata sul versante svizzero, a quota 4.200 metri, precipitata dalla cresta del Castore. Dopo una chiamata giunta alle 12.30 circa al Soccorso alpino valdostano, è intervenuta per competenza territoriale la compagnia elvetica Air Zermatt, che si è occupata del recupero della salma.

A dare notizia oggi del ritrovamento delle prime due vittime è stata una guida del soccorso alpino che stava salendo sulla vetta del Polluce. I corpi dei due alpinisti sono stati avvistati sul passo di Verra, che si trova fra le cime del Castore e del Polluce. Da quanto comunicato dagli uomini del soccorso alpino, le vittime si trovavano sul versante ovest e sono stati raggiunte con l’elicottero e portate in Val d’Ayas, presso una camera mortuaria per gli accertamenti del caso. Si pensa che i due siano scivolati durante la loro salita. Ora il soccorso alpino della Guardia di finanza si occuperà dell’identificazione e della ricostruzione della dinamica dell’incidente. I due alpinisti si trovavano a circa 3.800 metri di altezza.

Intanto arrivano anche alcuni allarmi da parte delle guide di montagna, che denunciano che “troppa gente non utilizza equipaggiamenti adeguati” durante le salite, ma decide di fare alpinismo solo in “jeans e camicetta”. Gli incidenti in alta montagna “non sono un fenomeno in aumento o in calo. Si tratta di casistiche cui assistiamo ciclicamente, dovute soprattutto alle condizioni che si presentano in montagna. Alla base degli incidenti però spesso c’è un’imprudenza”. Lo ha detto il direttore del Soccorso alpino della Val d’Aosta Adriano Favre all’agenzia stampa La Presse.

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