Venti tonnellate di lastre di amianto abbandonate a margine del Parco del Conero sono state sequestrate dagli agenti del Corpo forestale dello Stato, in un’area rurale di proprietà di Autostrade per l’Italia nella zona industriale di Numana, nei pressi di un fosso di scolo, nascoste nella vegetazione. Le analisi dell’Arpam “hanno accertato che si tratta di un ingente quantitativo di amianto del tipo crisotilo, dannosissimo per la salute umana e per l’ambiente, anche perché le lastre erano usurate e le fibre avevano già contaminato il terreno”. In base al Codice dell’Ambiente, la procura della Repubblica di Ancona ha aperto un fascicolo di indagine a carico di ignoti per i reati di abbandono e gestione non autorizzata di rifiuti pericolosi. Sul terreno contaminato è in corso la bonifica a cura della Società Autostrade “che si è fatta carico anche delle spese per la rimozione del carico”. Se verranno individuati, i responsabili dell’inquinamento rischiano una condanna da sei mesi a due anni di reclusione e un’ammenda fra 2.600 e 26.000 euro

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti.

Ma anche essere parte attiva di una comunità con idee, testimonianze e partecipazione. Sostienici ora.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Anche i pesci sono esseri senzienti, emotivi, socialmente complessi. Stop alla pesca intensiva

next
Articolo Successivo

In volo con gli Ibis eremita che seguono il deltaplano. “Gli insegniamo a migrare, non sparate”

next