“Ticket Pasion”, è questo il nome della nuova frontiera del tifo. Il chip sottocutaneo che permette di varcare i tornelli dello stadio senza biglietto. La trovata nasce dal Club Atletico Tigre, storica squadra con sede a Victoria e militante nella Primera Division argentina ed è iniziata nell’ultima gara casalinga vinta contro il Sarmiento Junin. A sperimentare questa innovazione tecnologica è stato Ezequiel Rocino, segretario generale del club argentino. L’uomo si è fatto inserire il microchip nel braccio destro, proprio sotto il tatuaggio dipinto con i colori della squadra. I tifosi che decideranno di sperimentare questo abbonamento elettronico potranno così presentarsi allo stadio e saltare le lunghe code dei tornelli ma anche risolvere il problema dell’abbonamento scaduto o peggio ancora del biglietto smarrito. Insomma, niente a che vedere con la tessera del tifoso, in Argentina sono andati ben oltre le misure contestate dalle tifoserie nostrane.
Sebbene l’iniziativa stia facendo molto discutere soprattutto tra le fila dei supporters rossoblù, va sottolineato come il progetto è ancora in attesa di approvazione dalla Federcalcio argentina, così come da parte dei funzionari della sanità e degli addetti alla sicurezza. Molti i vantaggi secondo il club, tra i quali un controllo totale della sicurezza delle persone che varcheranno il Monumental de Victoria, nonché una gestione più efficace. Questi vantaggi però non sembrano convincere del tutto la tifoseria argentina che appare piuttosto scettica nell’idea di impiantarsi un microcircuito sottopelle. Anche se si è creato invece quel gruppo di tifosi orgogliosi e pronti tesserarsi virtualmente. Quando si dice portare una passione dentro di sé…
close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Calcio, 10mila società e 80mila tesserati in meno dal 2011: la crisi economica colpisce la base del pallone italiano

prev
Articolo Successivo

Leicester è campione d’Inghilterra: Vardy, Mahrez e Ranieri eroi poveri nella Premier League dei miliardari – Video

next