Ad aprile 2015 il tribunale di sorveglianza di Bologna aveva prorogato gli arresti domiciliari per Annamaria Franzoni, condannata a 16 anni per l’omicidio del figlio Samuele Lorenzi, ucciso a Cogne nel 2002. Ieri la donna ha chiesto allo stesso tribunale l’affidamento in prova ai servizi sociali. La sua istanza è stata discussa in mattinata e tra qualche giorno arriverà la decisione. Intanto la Procura generale ha dato parere negativo alla concessione.

Franzoni è in detenzione domiciliare nella casa di Ripoli Santa Cristina, sull’Appennino bolognese, dal 26 giugno 2014, quando uscì dal carcere della Dozza. Assistita dagli avvocati Paola Savio, Lorenzo Imperato e Cristiano Prestinenzi, la donna ha avanzato dunque la domanda per attenuare ulteriormente la misura. La difesa di Franzoni, non presente in aula, aveva allegato all’istanza documentazione sul luogo in cui svolgere l’attività in affidamento in prova, su cui si mantiene riservatezza. “Le relazioni sono molto positive”, ha detto all’Ansa l’avvocato Savio.

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