Cinema

I film visti da Bertarelli: “La macchinazione? Ranieri molto bravo, ma temo in pochi lo vedranno” (VIDEO)

di F. Q.

Nuovo appuntamento con il critico cinematografico Massimo Bertarelli, che nella sua rubrica Critical Max commenta cinque film in uscita questa settimana nelle sale italiane.
Si parte con “La macchinazione“, il noir di David Grieco sugli ultimi tre mesi di vita di Pier Paolo Pasolini: “E’ la ricostruzione, non so fino a che punto fantasiosa, dell’assassinio dello scrittore. Il regista lascia intendere che ci sia stata una macchinazione delle alte sfere dello Stato per far tacere Pasolini, che era diventato troppo scomodo. Molto bravo il protagonista, Massimo Ranieri, che assomiglia in maniera sbalorditiva al vero Pasolini. Il dubbio è su quanti spettatori si lasceranno attrarre da una storia un pochino antica”.

Il critico commenta poi il film francese “Un momento di follia”, di Jean-François Richet, con Vincent Cassel e François Cluzet: “Bella commedia, affronta in punta di piedi un tema scabroso. E’ un film delicato, nonostante l’argomento, con qualche momento di umorismo. Si vede molto volentieri“.

Non entusiastico il giudizio su “Come saltano i pesci” di Alessandro Valori: “Questi pesci saltano poco, sono piuttosto dei pesci fuor d’acqua. Siamo agli inizi del film a metà strada tra commedia e dramma, poi si ritorna alla commedia. Un film così così”.

Tiepido il commento su “Desconocido – Resa dei conti”, thriller spagnolo di Dani de la Torre: “Il film ha una certa tensione, ma a me è sembrato isterico. Tutti e tre i personaggi principali, la polizia e il ricattatore urlano come matti dall’inizio alla fine e rischiano di farti venire il mal di testa più forte della tensione“.

Ultimo film della cinquina è il nuovo lavoro del regista danese Thomas Vinterberg, “La comune”: “Film da festival, quindi molto “pizzoso”. E’ ambientato nella provincia danese degli anni ’70. Per me il regista dovrebbe andare a vedersi di corsa il film “Perfetti sconosciuti” per capire come si gira un film in un interno”

(Regia di Samuele Orini, testo di Gisella Ruccia, collaborazione di Simona Marfè)

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