È uscito il libro collettivo Urbanistica resistente nella Firenze neoliberista: perUnaltracittà 2004-2014, a cura di Ilaria Agostini (Aión, Firenze, 2016, pp. 160). Il libro sarà presentato da Paolo Berdini in dialogo con il Gruppo urbanistica perUnaltracittà, venerdì 15 aprile, presso la Libreria Nardini alle Murate, via delle Vecchie Carceri, Firenze, ore 17,30. Riportiamo alcuni passi dall’introduzione della curatrice.

firenze

L’urbanistica neoliberista provoca resistenza popolare. Alla rappresentazione ufficiale delle politiche urbane si contrappone il racconto corale e antagonista di cittadine e cittadini, comitati ed esperti critici, uniti a Firenze nel “Gruppo Urbanistica” che ha fornito il sostegno tecnico alla lista di cittadinanza “perUnaltracittà”, per due legislature all’opposizione in Consiglio comunale.

Due legislature. 2004-2014, anni in cui, a livello planetario, si accresce per poi deflagrare, la “bolla” edilizia, mentre, per l’intero decennio, Firenze è il banco di prova per il grande cantiere politico nazionale. Matteo Renzi, presidente della Provincia, poi sindaco dal 2009, infine “sindaco d’Italia” dal 2014, mette in atto nella città toscana le politiche che estenderà dalla scala urbana all’intero paese: concentrazione del potere e svilimento del ruolo degli organi collegiali, velocità decisionale e forzatura delle norme, propaganda in luogo della pianificazione, obliterazione del dato sociale in nome del nuovo, del brand e dello smart. E apologia della tabula rasa.

Gli autori dei saggi contenuti nel libro sono, oltre che narratori, protagonisti di quella decennale sperimentazione di ipotesi teoriche ed operative che abbiamo definito “urbanistica resistente”: un complesso di azioni animate dalla riflessione critica sull’involuzione neocapitalista della città e sullo smantellamento in atto delle basi stesse della civiltà urbana. Il libro registra i modi della resistenza vissuta e delinea quelli futuri, raccoglie i risultati di una ricerca-azione di durata decennale che ha favorito e messo a frutto pratiche sperimentali per immaginare un’altra città.

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