Siamo un’eccellenza nel campo dei trapianti grazie al lavoro dei nostri ricercatori biomedici”. Il ministro Beatrice Lorenzin mostra soddisfazione per i passi avanti fatti dalla ricerca italiana durante la conferenza stampa sul report 2015 del Centro Nazionale trapianti. “Sul rigetto degli organi trapiantati – aggiunge il direttore del centro nazionale trapianti Antonio Nanni Costa – una nostra ricercatrice bolognese ha pubblicato uno studio importante sul New England. E’ la dottoressa Bonifazi”. Così il ministro, come la collega Giannini, si vanta dei meriti dei ricercatori italiani ma ammette di “non conoscerne lo stipendio”. “I ricercatori in Italia – dice la Lorenzin –  non sono ben pagati. Ad aprile faremo gli Stati generali della ricerca biomedica dove presenteremo una proposta di legge per il settore. Dobbiamo risolvere il paradosso – prosegue – di spendere 370mila euro per formare scienziati che non lavoreranno in Italia e non riusciranno nemmeno a rientrare dopo studi e dottorandi all’estero”. Il ministro della Salute ha ricordato di aver incontrato pochi giorni fa i familiari di Luana Ricca, il medico apprezzato a livello internazionale, rientrato in Italia dopo anni in Francia e suicidatasi a inizio 2016 per mobbing. “Noi dobbiamo fare in modo che non accada più – conclude Lorenzin – e costruire un sistema accogliente, che possa agevolare chi fa ricerca e pagare anche meglio gli scienziati. Altrimenti ti ritrovi, come capitato a me, a cercare grandi scienziati italiani che negli Stati Uniti dirigono importanti istituti e sentirti dire ‘ma guardi ministro io qui guadagno da 3 o 4 milioni di euro’. Questo è impossibile da realizzare ma possiamo arrivare a una via di mezzo”

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