Sono stati licenziati gli otto dipendenti dell’Anas che hanno avuto misure di restrizione della libertà a seguito delle inchieste delle procure di Roma e Firenze”. Lo ha annunciato il presidente dell’Anas, Gianni Vittorio Armani, nel corso di un’audizione alla commissione Antimafia parlando dell’inchiesta Dama nera. “Questo tipo di approccio – ha detto Armani – lo vogliamo estendere a tutte le situazioni analoghe che si dovessero creare per dare il segnale che non c’è la possibilità di mantenere il posto se si lavora contro l’azienda e la pubblica amministrazione”. Armani ha spiegato anche le nuove procedure messe in atto sugli appalti e nella gestione interna all’azienda per prevenire infiltrazioni mafiose adottando nuovi procedimenti disciplinari rapidi per i dipendenti infedeli, che arrivano alla conclusione e all’eventuale licenziamento in un massimo di 17 giorni. Le intercettazioni della Dama nera, vale a dire la dirigente Antonella Accroglianò, hanno rivelato un sottobosco criminale fatto di tangenti, droga e ‘ndrangheta: “Il pubblico può essere virtuoso, basta applicare le regole dei privati, serve una procedura di selezione e formazione interna che privilegi i migliori. Fino ad oggi Anas ha fatto malissimo la scelta del personale, abbiamo assunto solo per contenziosi”. Sulla notizia delle nuove mille assunzioni in tre anni attacca il decreto Madia attualmente in discussione: “Se saremo inclusi, non faremo le assunzioni”

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