Le fideiussioni nulle presentate da Andrea Bulgarella al Comune di Pisa, per ottenere i permessi a costruire di alcune grandi opere, non sono il primo caso di discutibile controllo da parte dei tecnici comunali e, teme la stessa amministrazione, potrebbero non essere l’ultimo. Nel 2009 i dirigenti di Palazzo Gambacorti hanno accettato anche altre garanzie nulle, come nel caso della Sviluppo Navicelli, società nata per realizzare operazioni immobiliari sulla Darsena Pisana, che presentò al Comune fideiussioni per 4,5 milioni di euro firmate dalla finanziaria Union Credit, al tempo non più abilitata a rilasciare quel tipo di garanzie. Un modus operandi “che espone il Comune a un rischio totale nei confronti delle imprese costruttrici”, ha denunciato Francesco Auletta, consigliere comunale nella lista Una città in Comune-Prc. Dal canto suo l’assessore ai Lavori Pubblici, Andrea Serfogli, sentito da ilfattoquotidiano.it, ha detto di aver “predisposto controlli per verificare l’esistenza di altre polizze non valide depositate in Comune”.

Navicelli: società fallita e Comune creditore. Ma le fideiussioni non erano valide – La storia delle fideiussioni fornite dalla Sviluppo Navicelli è in alcuni passaggi molto simile a quella dei permessi concessi al Gruppo Bulgarella. Anche la finanziaria coinvolta è la stessa: la Union Credit Finanziaria. La vicenda dei terreni nell’area dei Navicelli è iniziata il 23 ottobre 2007, quando una determina del Comune di Pisa ha sancito la cessione dell’area all’azienda “senza impegno economico”. “Un mero errore materiale”, si legge in una successiva determina del 2009, alla quale è poi seguito un atto che indica il prezzo di vendita del terreno: 765.600 euro. Cifra che l’azienda pagherà solo dopo l’approvazione della variante del 24 maggio 2012 che dà l’ok all’insediamento dell’Ikea su quei terreni .

La Navicelli, il cui amministratore unico al tempo era Stefano Bottai, vicesindaco di Pisa dal 1990 al 1994 e oggi consigliere di amministrazione di Toscana Aeroporti, aveva ottenuto nel febbraio 2009 il permesso da parte dell’amministrazione a costruire sui terreni acquistati nel 2007. A garanzia, il Comune ha ricevuto due fideiussioni: una da 2 milioni e 484mila euro e l’altra da 2 milioni e 149mila euro, per un totale di oltre 4,5 milioni. Le due polizze depositate in Comune portavano la firma della finanziaria Union Credit che, come riferisce la Banca d’Italia, risultava cancellata dalla lista delle società abilitate al rilascio di cauzioni per appalti pubblici già da dicembre 2008, tre mesi prima che venissero consegnate ai dirigenti di Palazzo Gambacorti.

Il 23 dicembre 2008, inoltre, la stessa Union Credit è stata oggetto di un fermo amministrativo da parte dell’Agenzia delle Entrate per non aver pagato polizze fideiussorie per un totale di 358.129,19 euro. Provvedimento al quale si aggiunge, nel giugno 2010, a più di un anno dalla concessione del permesso a costruire sull’area dei Navicelli, una determina del Comune di Seregno nella quale si conferma la cancellazione della società finanziaria sia dagli elenchi della Banca d’Italia che da quelli della Camera di Commercio. La Union Credit, sempre secondo il documento del Comune brianzolo, risultava “in stato di scioglimento e liquidazione” dall’8 maggio 2009.

Le polizze in mano al Comune di Pisa, quindi, non avevano più alcun valore, ma l’amministrazione non sembra aver fatto verifiche, visto che nel 2012 ha rinnovato le due fideiussioni. Nel 2013, la Union Credit ha cessato definitivamente l’attività, ma la Sviluppo Navicelli non ha comunicato il cambiamento all’amministrazione. Il Comune di Pisa se ne accorge solo nel gennaio 2015, quando cerca di contattare la finanziaria che, però, non risponde perché chiusa da due anni. Ad aprile 2015, allora, i dirigenti del Comune contattano la Sviluppo Navicelli per chiedere nuove fideiussioni a garanzia, ma un mese dopo, a maggio, il tribunale dichiara il fallimento dell’azienda, con il Comune che rimane creditore non privilegiato per 3 milioni di euro.

Caso singolo o prassi? In corso controlli per milioni di euro – Il timore è che la vicenda della Sviluppo Navicelli e delle fideiussioni fornite dal Gruppo Bulgarella non siano casi isolati. “Abbiamo subito richiesto un censimento delle fideiussioni in essere – ha dichiarato Serfogli – per capire se ce ne sono di non valide. In quel caso, chiederemo la sostituzione della polizza entro trenta giorni, limite oltre il quale ci sentiremo liberi di agire in altra maniera”. Quelle già analizzate sono circa un centinaio e, racconta l’assessore, i casi anomali sarebbero “uno o due”. Un’operazione che ha deciso di compiere anche il Gruppo Una città in Comune-Prc: “Non ci resta che svolgere gli stessi controlli fatti per la Sviluppo Navicelli e le opere di Bulgarella – ha continuato Auletta – Se quella dei tecnici comunali fosse una prassi ricorrente rischiamo di trovare fideiussioni nulle per milioni di euro”.

Gli esempi si moltiplicano: il Consorzio Nuovo Calambrone e le garanzia di Edilcentro firmate Union Credit – Tra i casi sotto il lentino c’è anche la polizza da 350mila euro, presentata dalla Edilcentro di Bulgarella e rilasciata sempre dalla Union Credit, relativa ai lavori per il rifacimento dell’ex Colonia Vittorio Emanuele II a Calambrone, in provincia di Pisa. Un’opera che si inserisce nel più ampio progetto di recupero dei vecchi edifici in disfacimento sul litorale pisano da parte del Consorzio Nuovo Calambrone, del quale fa parte anche la ditta dell’imprenditore di Valderice. Anche in questo caso, però, Bulgarella ha presentato una polizza che, oggi, non è più valida. “Non ci è stata comunicata la data di presentazione della polizza in Comune – spiega Auletta -, ma solo quella di emissione da parte della Union Credit: il 7 agosto 2008 (quattro mesi prima della cancellazione della finanziaria dall’elenco della Banca d’Italia, ndr). Successivamente, sembra proprio che Bulgarella non abbia fatto sapere al Comune della cancellazione della Union Credit dalla lista di Bankitalia. L’amministrazione, comunque, non sembra aver più svolto alcun controllo”.

Bulgarella: “Forniremo delle nuove garanzie” – Il Gruppo Bulgarella, poi, il 30 ottobre 2008 ha depositato un’altra fideiussione firmata dalla Union Credit, questa volta per il valore di 652.971 euro e relativa alle opere di urbanizzazione del complesso dei Frati Bigi. In questo caso, la polizza è diventata nulla dopo poco più di un mese, visto che la finanziaria è stata cancellata dal registro di Bankitalia a dicembre 2008. L’imprenditore di origini trapanesi in un comunicato, scrive che “solo in data 5 novembre 2015, tramite comunicazione del Comune di Pisa, è stata inoltrata la richiesta di nuove fideiussioni da presentarsi nel termine di 30 giorni. Provvederemo pertanto entro tale termine a far fronte a quanto richiesto”.

Twitter: @GianniRosini

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