“Luciana Littizzetto? Lei ha deciso di esprimere posizioni politiche in quel modo, a suo avviso facendo satira, ad avviso di altri offendendo. Forse sarà sgradevole per tanti, ma francamente io non la considero affatto”. Così il senatore del Movimento 5 Stelle, Nicola Morra, commenta ai microfoni di Ecg Regione, su Radio Cusano Campus, le roventi polemiche esplose tra militanti pentastellati e l’attrice piemontese, che, in uno sketch a ‘Che tempo che fa’(Rai Tre), ha paragonato il Movimento di Grillo a movimenti intestinali. Il parlamentare menziona, a riguardo, la celebre canzone “Via del Campo” di Fabrizio De Andrè, soffermandosi sui versi: “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”. E invita gli attivisti del M5S a fare autoironia: “Chi di noi è perfetto si ritenga offeso, chi di noi è invece consapevole dei propri limiti accetti col sorriso anche queste provocazioni. Questi segnali sempre più frequenti di insofferenza nei confronti del M5S stanno forse a confermare che ci stiamo avvicinando alla meta: cambiare questo Paese. Dobbiamo fare in modo che il servizio pubblico sia gradevole per tutti e non sia mai offesa”. Morra puntualizza: “Se ci sono delle sensibilità che sono state mortificate e colpite, questo significa che culturalmente noi diamo troppo credito ai media e soprattutto a quelli tradizionali. E invece dovremmo liberarci, volando sempre alto. Tra l’altro, io sostengo sempre questo: la bellezza è negli occhi di chi guarda. Quindi, guardiamo la Littizzetto sorridendo, così la faremo ancor più incazzare. Bisogna essere preparati” – continua – “alle provocazioni, non bisogna mai e poi mai rispondere, anche perché poi immediatamente si passa dalla parte del torto. Di sonseguenza, sempre spalle larghe e sorriso non a 32, ma a 36 denti”. Il senatore pentastellato si pronuncia anche sulla situazione capitolina: “Ignazio Marino? E’ un contraffattore specializzato, quindi ironicamente lo definisco “un cinese”. Come tanti vorrebbero fare, lui semplicemente sta cercando di appropriarsi di nostre parole d’ordine e di nostri motivi, per presentarsi con un’altra immagine rispetto a quella fortemente sbiadita e opaca che finora ha avuto. Se lui avesse voluto effettivamente giocarsi la carta della sua assoluta pulizia, doveva immediatamente dimettersi, una volta scoppiata Mafia Capitale, e chiedere lui per primo lo svolgimento di elezioni proprio a dimostrazione della sua nettezza”

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