E’ stato trovato senza vita il corpo di Giuseppe Ghirardini, l’operaio bresciano di 50 anni addetto ai forni alla fonderia Bozzoli di Marcheno, in Valtrompia. L’uomo era sparito il 14 ottobre, appena sei giorni dopo la scomparsa del suo datore di lavoro Mario Bozzoli, di cui non si ha più nessuna traccia dell’8 ottobre. Il cadavere è stato trovato sulle rive di un torrente a poco più di due chilometri di distanza da dove mercoledì pomeriggio aveva abbandonato l’auto a Ponte di Legno, nel Bresciano.  “Dalle prime informazioni che ci sono state date sembra che si tratti di una morte naturale, di un malore” ha detto il sindaco di Marcheno, Diego Bertussi, intervistato dall’emittente Teletutto.

Il corpo di Ghirardini è stato trovato prono, a pancia in giù. Al momento quindi nessuno si sbilancia a fare delle ipotesi sulla causa de decesso. Ma a quanto fanno sapere i carabinieri non ci sarebbero segni di ferite. E’ stato trovato vestito, con gli stivali ai piedi. “Ci hanno detto che probabilmente è morto mercoledì, ma adesso devono fare l’autopsia” hanno detto i familiari dell’operaio. “Siamo disperati”. Venerdì è arrivata la conferma che la sua Suzuki Vitara avvistata da un residente della zona apparteneva a Gherardini che il giorno della scomparsa doveva essere ascoltato dai carabinieri. Non è esclusa nessuna ipotesi: dal suicidio all’omicidio (Gherardini potrebbe essere stato un testimone scomodo). Perché i carabinieri sono sicuri che le due scomparse siano legate tra loro.

Continuano intanto le ricerche del titolare della fonderia. Giovedì 8 ottobre l’ultima telefonata alla moglie: “Sono in ritardo, parto e arrivo”. Ma la sua Bmw è rimasta parcheggiata davanti all’azienda di famiglia e per gli investigatori l’ultima cella telefonica agganciata dal suo cellulare è quella nella zona della fonderia. Gli ultimi tre operai ad averlo visto, tra cui Ghirardini, hanno detto di non aver sentito nulla.

L’unica certezza è che da quella sera di Mario Bozzoli, sposato e con due figli, non si è saputo più niente. Le ricerche si sono concentrate in tutta la zona, nei boschi e a nord del paese. Ma negli ultimi giorni gli inquirenti hanno passato al setaccio l’intera fonderia dove i forni lavorano ininterrottamente 24 ore su 24 a 900 gradi. Mario gestiva l’azienda di famiglia insieme al fratello Adelio. Nell’ultimo periodo tra i due c’erano state alcune tensioni.

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