L’economia cinese continua a perdere colpi. Dopo il rallentamento dell’attività manifatturiera registrato in agosto, a settembre le importazioni del Paese sono diminuite del 20,4%. Le esportazioni, secondo i dati diffusi dalle Dogane cinesi, hanno a loro volta subito una contrazione del 3,7%, comunque inferiore rispetto al -13,8% di agosto. Numeri che hanno aumentato i dubbi sulla possibilità che Pechino metta a segno il tasso di crescita previsto per il 2015 dal governo del presidente Xi Jinping, pari al 7%.

Le autorità locali ostentano comunque fiducia: proprio martedì un rapporto diffuso sul sito web dell’Ufficio Statistico Nazionale fissa all’8% il tasso di progresso del pil annuale durante il “Dodicesimo Piano Quinquennale“, quello che andrà dal 2016 al 2020. Stando a questa stima, la crescita cinese dovrebbe superare la media annuale mondiale di circa il 2,5%.

 

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