Amedy Coulibaly, il terrorista che dopo la strage di Charlie Hebdo sequestrò i clienti all’interno del supermercato Cacher a Parigi, aveva un mandante. Secondo la televisione Bfm le prove sono in una mail, inviata dalla Siria e ritrovata sul pc dell’attentatore.

Il messaggio è stato inviato il giorno prima dell’attacco e, secondo la polizia, partì dalla Siria ma venne fatto passare attraverso un falso indirizzo situato negli Stati Uniti. Coulibaly ricevette il messaggio nel pomeriggio dell’8 gennaio, poche ore dopo che aveva ucciso una vigilessa a Montrouge, a sud di Parigi, e un giorno dopo l’attacco dei fratelli Kouachi alla redazione del giornale Charlie Hebdo, che provocò 12 morti.

Nel testo il mandante invita l’esecutore a “lavorare da solo“, “andare sul più facile e sul più sicuro”, oltre a “ricominciare diverse volte”. Dalla mail, inoltre, sembra che Coulibaly potesse scegliere da solo il suo obiettivo: “Forse nella periferia se c’è problema al centro – dice il mittente – sta a te scegliere per il meglio”.

Chi scrive si raccomanda anche di girare un video dell’azione e di prendere contatto con tale “zigoto“, forse un nome in codice per i fratelli Kouachi, e di procurargli degli “strumenti” a nome di “d“. L’ipotesi è che “d” possa indicare “Daesh“, lo Stato Islamico.

Nel messaggio, che come da istruzioni è stato cancellato dopo la lettura, si assicurava anche a Coulibaly che ci si sarebbe occupati della sorte della sua compagna, Hayat Boumeddiene, che aveva lasciato la Francia diretta in Siria poco prima degli attentati.

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