Il nodo principale, quello della discriminazione salariale a danno dei nuovi assunti, rimane irrisolto. C’è solo la promessa di ridurre, “nel tempo”, la differenza tra la loro paga oraria e quella dei dipendenti più anziani. Il sindacato statunitense United Auto Workers (Uaw) si dice però soddisfatto dell’accordo preliminare raggiunto con Fiat Chrysler sul rinnovo per quattro anni del contratto di lavoro nel settore automobilistico. Il gruppo guidato da Sergio Marchionne era stato scelto dalla sigla sindacale per fare da apripista alle trattative anche a nome degli altri due big General Motors e Ford. Per un totale di circa 140mila dipendenti, 37mila dei quali lavorano in Fca.

I contenuti dell’intesa, raggiunta martedì, non sono stati resi noti nel dettaglio, ma Marchionne ha detto in conferenza stampa che il nuovo contratto prevede appunto che sia eliminata “nel tempo” la differenza tra il salario orario dei neoassunti, che oggi ha un tetto massimo di 19,28 dollari, e quello dei veterani, che ricevono 28 dollari l’ora. Attualmente il 45% dei lavoratori di Fca Us è nella fascia di salario inferiore. Secondo gli analisti i lavoratori più giovani arriveranno a prendere una media di 20 dollari, mentre chi è stato assunto prima del 2011 dovrebbe ottenere un incremento di 50 centesimi di dollaro. Cambierà poi la gestione dell’assistenza sanitaria: l’amministratore delegato di Fca ha suggerito l’idea di mettere in comune i piani assicurativi delle tre case automobilistiche di Detroit, ovvero Fca, Ford e General Motors in modo che “ne benefici una platea molto più ampia”.

“Penso che abbiamo raggiunto gli obiettivi” fissati, ha commentato il presidente dello Uaw Dennis Williams, che puntava a un contratto che riconoscesse i sacrifici fatti dai lavoratori negli ultimi anni. La decisione finale spetta comunque ai lavoratori che saranno chiamati a esprimersi nelle prossime settimane. Per il sindacato è una prova decisiva, perché punta a entrare negli impianti auto del Sud degli Stati Uniti, gestiti da Volkswagen, Nissan e Bmw, che non sono sindacalizzati.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Occupazione femminile, quando la scuola permette alle mamme di lavorare

next
Articolo Successivo

Lavoro, Confindustria: “Entro fine 2016 quasi 500mila posti in più. Pil a +1%”

next