Il premier indiano Narendra Modi ha presieduto oggi le celebrazioni della Giornata internazionale dello yoga dell’Onu sostenendo, davanti a 35.000 persone che partecipavano ad una mega-sessione della millenaria pratica ascetica e meditativa a New Delhi, che essa “è un mezzo per addestrare la mente ad creare una nuova era di pace ed armonia”.
Contemporaneamente all’evento organizzato sul Rajpath di Delhi, milioni di persone hanno praticato le ‘asana’ (posizioni dello yoga) in tutte le città ed i villaggi dell’India.

Prima di avviare la sessione – 35 minuti (fra le 7 e le 7,35 del mattino), 35 posizioni –  Modi ha ringraziato l’Onu per istituzione della Giornata internazionale ed anche le 192 Nazioni che oggi celebreranno l’evento.  Il premier ha quindi sottolineato che lo yoga “non è solo un metodo per raggiungere una buona forma fisica”, ma “una maniera per contribuire a liberare il mondo dalle tensioni e diffondere il messaggio della ‘Sadbhavana’ (armonia)”. “Chi avrebbe mai pensato – ha proseguito con un gioco di parole – che questo Rajpath si sarebbe un giorno trasformato in uno Yogapath?”.

Poi, inaspettatamente per molti, si è seduto su un tappetino ed ha partecipato personalmente all’esercitazione insieme alle molte migliaia di persone, fra cui anche bambini e membri del corpo diplomatico stranieri in India.  Seguiti in diretta da tv, radio e portali internet, i partecipanti hanno cominciato la sessione con una preghiera ed esercizi di rilassamento del corpo, eseguendo poi le ‘asana’ ed il ‘pranayam’ (tecnica di respirazione), secondo un programma messo a punto dal ministero indiano dello Yoga (Ayush).
Fra le 35 ‘asana’ realizzate, vi sono state la ‘tadasana’ (posizione

della montagna), ‘vrakasana’ (posizione del loto in torsione),’bhadrasana’ (posizione gentile) e ‘bhujangasana’ (posizione del cobra).

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Usa, dopo Charleston sparatorie a Detroit e Philadelphia: un morto e 16 feriti

prev
Articolo Successivo

Cronache dal Niger – Quelli che hanno perso. Ombre migranti del Sahel

next