Gli italiani a gennaio 2015 sono poco meno di 61 milioni, dei quali oltre 5 (l’8,3%) sono stranieri. Secondo il Rapporto annuale dell’Istat le quattro comunità straniere più diffuse sono quelle di romeni, albanesi, marocchini e cinesi. Un nato ogni 5 ha almeno un genitore straniero, uno su quattro nelle città del centro-nord. Nel 2013 sono stati celebrati oltre 26mila matrimoni con almeno uno degli sposi straniero (il 13% del totale contro il 4,8% del 1995). Più della metà degli stranieri si trova bene in Italia e più di un terzo molto bene, anche se con marcate differenze territoriali. La comunità che si trova meglio è quella dei filippini, in misura lievemente minore quella degli ucraini e dei romeni, mentre sono i cinesi a dichiarare di trovarsi peggio in Italia.

Il 60% degli stranieri parla in italiano con gli amici e il 38,5% in famiglia. Più di otto cittadini stranieri su dieci hanno nella propria rete di relazioni sociali persone cui potersi rivolgere in Italia: il 61,9% ha una rete di soli connazionali, il 15,5% di soli italiani, il 20% ha una rete mista. Tra i bambini stranieri (6-13 anni), tra i quali è forte la presenza di seconde generazioni, il 69,1% ha il migliore amico di nazionalità italiana.

Istruzione e fuga dei cervelli
Negli ultimi anni è raddoppiata la cosiddetta “fuga dei cervelli“, quella che l’Istat chiama “mobilità intellettuale”. “Tre mila dottori di ricerca del 2008 e 2010 (il 12,9%) vivono abitualmente all’estero” spiega l’Istat nel rapporto sottolineando che “la mobilità verso l’estero è superiore di quasi sei punti a quella della precedente indagine (7% dei dottori di ricerca delle coorti 2004 e 2006)”. Guardando alle specializzazioni, la spinta ad andare fuori confine risulta più forte per fisici, matematici e informatici.

Continua a innalzarsi il livello di istruzione della popolazione italiana. Nel 2014 i residenti di 15 anni e più con qualifica o diploma di istruzione secondaria superiore sono il 35,6%, quelli con un titolo universitario sono il 12,7% (tra le donne il 13,5%). L’incidenza degli individui che hanno al massimo la licenza elementare – pari a un quinto della popolazione – è del 59,5% tra gli over 64 ma solo dell’1,6% tra i giovani di 15-19 anni. E nelle generazioni più giovani le differenze di genere nei livelli di istruzione sono a favore delle donne, mentre tra gli anziani è il contrario. Gli alunni stranieri sono oltre 800mila, pari al 9% della popolazione scolastica. Aumenta di circa il 12% la presenza di alunni stranieri nati in Italia, che ormai sopravanzano i figli dei migranti arrivati in Italia dopo la nascita. La metà degli studenti stranieri tra i 10 e i 24 anni iscritti alle scuole italiane secondarie di primo e secondo grado vorrebbe proseguire gli studi e iscriversi all’Università.

Calano gli omicidi, aumentano furti e rapine
In cinque anni, dal 2009 al 2013, in Italia c’è stato un calo del 14,3% degli omicidi volontari e un aumento del 18% dei furti e del 22% di rapine. Nel 2013 sono stati commessi 502 omicidi volontari. Valori superiori alla media nazionale (0,83 per 100 mila abitanti) si riscontrano in Calabria (2,44); inferiori in Valle d’Aosta, dove non si sono verificati omicidi, e in Veneto (0,24). Le donne sono oltre un terzo delle vittime di omicidio volontario e, nel 42,5% dei casi, a ucciderle è il partner o l’ex partner.

Nel 2013 sono stati denunciati circa un milione e mezzo di furti e 44 mila rapine. Per entrambi si registra un aumento rilevante (18 e 22% rispettivamente nel quinquennio 2009-2013). Tra i furti aumentano del 67% quelli in abitazione. Nei grandi comuni i furti in abitazione crescono del 164% a Verona, del 136% a Bologna, del 126% a Bari, mentre gli aumenti minori si registrano a Napoli e Venezia. Aumentano del 45% i furti con destrezza, del 34% gli scippi, del 18% quelli negli esercizi commerciali. A Bologna, Milano, Venezia e Torino, seguite da Firenze, Roma e Genova, sono stati denunciati in misura maggiore i borseggi, mentre a Napoli, Catania e Bari gli scippi. Al contrario, risultano in diminuzione i furti di veicoli, in particolare dei ciclomotori (-37%). Napoli ha il tasso più alto di rapine in strada (300 per 100mila abitanti), che è circa il doppio rispetto a quelli di Milano, Torino e Catania (circa 150 rapine in strada ogni 100 mila abitanti).

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