Non ci posso credere. E, infatti, probabilmente non è vero. Che a infinocchiare i greci di Tsipras, o almeno a dare loro a bere di non avere più a che fare con l’odiata Troika (Commissione europea, Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale), sia bastato un artificio lessicale. Ormai, infatti, i portavoce europei ti spiegano, trattenendo a stento il sorriso, che il governo di Atene non dialoga con la Troika, ma con “le istituzioni coinvolte nel piano d’assistenza finanziaria alla Grecia”, che sono – guarda un po’ – Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale.

Tspiras-Hollande

E’ il gioco delle tre carte, anzi delle tre Troike, di cui i mediterranei sono più specialisti dei nordici. Almeno, questa è la vulgata. Carta vince, carta perde, la sposto qui, la sposto là, dov’è la Troika?, qui?, No, c’è la Commissione. Qui?, no c’è la Bce. Qui?, No, c’è l’Fmi. La Troika è sparita.

E’ improbabile che il buon Tsipras con l’aria da bravo ragazzo che è tanto piaciuta pure alla Merkel e il fido Varoufakis con l’aria da post-metallaro se la siano bevuta. Il fatto è che la finta fa comodo a tutti, ad Atene e a Bruxelles, per uscire da un impasse più di forma che di sostanza. La Grecia cancella la Troika dal suo presente, in attesa di riuscire a cancellarla – è più difficile – dal suo passato, magari con un esercizio di revisione alla 1984. E le istituzioni comunitarie aggirano un ostacolo che rendeva laborioso il parlarsi, oltre che il mettersi d’accordo. Basta capirsi. E magari strizzarsi l’occhio.

Il Vertice europeo ha fatto lo slalom fra le crisi, riuscendo a infilarsi fra i paletti senza toccarne nessuno, nonostante  l’incontro cadesse al crocevia di frizioni drammatiche: una manciata d’Ucraina, una noce di Grecia, un pizzico di terrore, una spruzzata di immigrazione… Ci si è solo dimenticati del ‘piano Juncker’, che doveva essere il fulcro del dibattito. Ne è venuto fuori, testimonia proprio Juncker, “un Consiglio molto piacevole contro ogni attesa”.

Sulla Grecia, è un continuo rinviare e, intanto, cercare di smorzare. Da parte dell’Ue. Ché Atene rinvia, ma fatica a smorzare. Anche se, prima o poi, dovrà abbozzare. Istituzioni e mercati persistono a credere che tutto finirà bene e probabilmente hanno ragione: la Merkel, sempre lei, detta la linea e, dopo l’incontro con Tsipras, dice che bisogna “cercare un compromesso”, che ovviamente comporterà “benefici e svantaggi” per tutte le parti.

Adesso, l’attenzione è già spostata su lunedì, cioè sul nuovo incontro dell’Eurogruppo, i ministri delle finanze dell’Eurozona. Di qui ad allora, vanno avanti gli incontri tecnici fra il governo greco e gli interlocutori europei. Chi?, la Troika?  No!, quando mai!, i rappresentanti “delle istituzioni coinvolte nel piano di assistenza finanziaria alla Grecia”, precisa il portavoce che parla come un navigatore satellitare. Ma gli scappa da ridere.

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