Con il paese sotto choc per l’esecuzione del pilota Muath al-Kasaesbeh da parte dei jihadisti dello Stato islamico, le autorità giordane stanno valutando la possibilità di lanciare una
campagna di terra contro l’Isis, dopo aver bombardato ieri Mosul e aver giustizia la terrorista Sajida al-Rishawi.

Secondo il quotidiano edito ad Amman ‘Al-Arab Al-Yawm’, secondo il quale il regno hashemita sta pensando a un’operazione “rapida e fulminante” contro i jihadisti e medita anche di rivedere la sua strategia nel quadro della coalizione internazionale anti-Isis guidata dagli Usa.

Ieri il re giordano Abdullah ha promesso una reazione dura all’uccisione di al-Kasaesbeh, che è stato bruciato vivo dopo essere stato catturato in seguito all’abbattimento del suo velivolo avvenuta durante un’operazione militare, il 24 dicembre. “Portiamo avanti questa battaglia – ha detto il re – per proteggere la nostra fede, i nostri valori e i principi umani e la nostra guerra sarà implacabile e li colpirà sul loro stesso terreno”.

Sempre ieri, Mohammad al-Momani, portavoce del governo di Amman, ha annunciato che il paese intensificherà i suoi sforzi nel quadro della coalizione internazionale contro l’Isis. “Stiamo discutendo – ha detto – di un impegno di collaborazione tra membri della coalizione per intensificare gli sforzi per fermare l’estremismo e il terrorismo e per minare, indebolire e anche finire il Daesh”, acronimo arabo dell’Is.

In serata, re Abdullah ha presieduto un vertice di sicurezza ad Amman. “Tutte le agenzie nazionali di sicurezza e militari – ha spiegato al-Momani – stanno elaborando le loro opzioni. La risposta giordana (all’omicidio del pilota, ndr) sarà sentita in tutto il mondo, ma questa risposta a livello di sicurezza e militare sarà annunciata al momento appropriato”.

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