Non avendo cointeressenze giallorosse, posso serenamente affermare che la Juventus ha rubato la partita. Così almeno si semplificava un tempo, quando il calcio era anche più spontaneo e leggero. Si richiamava la Banda Bassotti, se ne parlava al bar per un paio di giorni e poi ci si dava appuntamento alla prossima. Grazie a un arbitro totalmente inadeguato, i gobbi l’hanno sfangata in modo indecente. Ciascuno dei tre gol bianconeri avrebbe prodotto intere settimane di Processo di Biscardi, in cui felicemente accapigliarsi, darsi reciprocamente sulla voce, insultarsi senza pietà. Momenti eroici, talmente pacchiani (ma veri) da rasentare l’epica dello scontro. Adesso tutto si risolve con quella finta eleganza da Sky Calcio Show, dove la reginetta bon-ton Ilaria (post Lina Sotis) cerca di mantenere alto lo stile aziendale.

Da tutto questo, un tempo erano escluse le donne. Non per cattiveria, ma per manifesta inferiorità, almeno questo era il punto di vista dominante di noi maschi. Essendo il calcio terra dei cachi, noi si pensava, che potrebbero aggiungere di così significativo le nostre amate compagne, loro che generalmente discettano di questioni molto più profonde? Era il nostro modo, anche un po’ ingenuo e forse patetico, di puntualizzare una superiorità maschile che altrimenti, negli altri segmenti della società, facevamo fatica, molta fatica, ad affermare

Da qualche anno le donne sono entrate nel calcio per via laterale. Fanno sapere che ci sono, che vogliono partecipare, soprattutto attraverso i social, perché per fortuna loro, donne che abbiano voglia di parlare di calcio orgogliosamente e alla luce del sole ce ne sono pochine (un’eccezione, lo dico convintamente, è Ilaria Puglia che dà anima e corpo a un sito molto intelligente sul Napoli: il Napolista.it, ma lei, prima di tutto è una buona giornalista e poi ha la fede “azzurra”). Ma appunto, trattasi di eccezioni.

È proprio via social che ha fatto sentire – stentoreo – il suo tweet la moglie di Andrea Agnelli, la signora Emma Winter, la quale in un impeto calciofilo ha rifilato il suo calcione a Francesco Totti, il quale non aveva fatto mistero di considerare quello della Juve il solito furto con scasso. «Mi auguro che Totti vada via e giochi nel suo campionato», questi i tuoni, i fulmini e le saette della presidentissima.

 

Intanto, da un primo esame puramente lessicale del tweet non si capisce cosa voglia dire: se ne vada dove e a giocare quale campionato? Cerchiamo di capire meglio. Forse voleva dire che se non gli piace il rancio che propone il campionato italiano, si cercasse (o si creasse) pure un suo personalissimo campionato dove vincere tutte le partite senza neppure giocarle.

A questo punto, all’età dei datteri che richiamavo poco sopra avremmo consigliato alla signora il felice ritorno alla calza, nel senso della sua composizione manuale con tanto di ferri alla bisogna. Ma visto che siamo in epoca di pari opportunità, ci permettiamo unicamente di richiamare, per il suo caso, l’espressione più cara al “simpatico” avvocato Ghedini: Mavalà, gentile signora Winter.

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