Potrebbe essere giovedì 5 giugno il giorno in cui il Consiglio superiore della magistratura darà risposta all’esposto del procuratore aggiunto Alfredo Robledo che ha denunciato una serie di anomalie nella gestione dei fascicoli da parte del capo della Procura di Milano, Edmondo Bruti Liberati. Un caso clamoroso scoppiato a marzo e che a breve potrebbero però concludersi con un nulla di fatto o quasi. Perché dopo le audizioni dei protagonisti, di alcuni aggiunti (Ilda Boccassini e Francesco GrecoAlberto Nobili) e anche l’ex aggiunto Ferdinando Pomarici per i consiglieri non ci sarebbero gli estremi per l’avvio della procedura di trasferimento per il procuratore di Milano e per l’aggiunto.

L’archiviazione del conflitto potrebbe essere la scelta della I Commissione che potrebbe salomonicamente segnalare punti critici. Per Robledo alcuni fascicoli delicati, quelli sulla corruzione nella sanità lombarda (San Raffaele e Maugeri), il fascicolo Ruby, il caso Sea e anche altri, sono stati assegnati ai colleghi di Dda (Boccassini) e reati finanziari (Greco) per essendo di stretta competenza del dipartimento per i reati contro la Pubblica amministrazione da lui guidato. Bruti ha riposto sostenendo che l’iniziativa di Robledo avrebbe messo a rischio l’indagine Expo ma il caso del presunto doppio pedinamento è stato smentito dagli uomini della Guardia di Finanza.

Oggi la notizia battuta dalle agenzie di stampa del possibile non luogo a procedere. Nell’esaminare la vicenda la I Commissione, competente per le procedure di incompatibilità, non avrebbe ravvisato nei comportamenti dei due magistrati elementi che hanno leso l’autonomia e l’indipendenza nell’esercizio delle loro funzioni. Al momento il relatore Mariano Sciacca ha presentato una prima bozza di lavoro su cui saranno necessari ulteriori approfondimenti. La Commissione tornerà a riunirsi giovedì, quando potrebbe chiudere oppure ritenere necessaria un’ulteriore verifica. Si è riunita per esaminare la vicenda dello scontro alla Procura di Milano anche la VII Commissione del Csm competente sull’organizzazione degli uffici giudiziari. La relatrice Casella non ha presentato formalmente allo stato una relazione. Anche la VII Commissione quindi potrebbe passare al voto giovedì.

Resta aperta intanto la strada per il possibile avvio dell’iter disciplinare. Entrambe le commissioni, infatti, anche qualora archiviassero, potrebbero trasmettere gli atti al pg della Cassazione (che il 16 maggio scorso ha già avviato gli accertamenti), dove ravvisassero che ce ne sono le condizioni.

La VII Commissione inoltre potrebbe valutare anche il possibile trasferimento degli atti alla V Commissione del Csm, che si occupa del conferimento degli incarichi direttivi. Atti di cui la V Commissione dovrebbe tener conto nel momento in cui valuterà la riconferma o meno per altri quattro anni di Bruti Liberati a Milano, in scadenza a luglio, e tra un anno quella dello stesso Robledo.

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