Uso e abuso di photoshop nei media, se ne parla ad oltranza oramai. Ecco che in tutto il mondo nascono riviste, progetti, mostre, manifestazioni photoshop free.

Jade Beall fino all’anno scorso era una perfetta sconosciuta: una mamma dell’Arizona. Appassionata di fotografia ha deciso di pubblicare la foto di un’amica con i suoi bimbi affianco nuda dopo il parto, in quanto non riusciva lei stessa ad accettare il suo corpo. La fotografia è diventata virale e ha ricevuto centinaia di messaggi di altre mamme che facevano fatica ad accettare se stesse e questa nuova fisicità post parto.

Così un anno fa Beall fonda “A beautiful Body Project” dove racconta storie di donne, fotografate in diversi momenti della loro vita: chi ha subito un’operazione per il cancro al seno, chi ha le vene varicose, chi ha appena partorito, chi posa in gravidanza, tutte fotografie rigorosamente non ritoccate. Un progetto straordinario nella sua semplicità: rappresentare le donne così, come sono. Senza trucco, senza inganno, ma ricercare la bellezza nell’essenza delle cose. L’essenza di essere se stesse, immortalando un momento della vita importante come la nascita di un figlio o un post operazione.

Ridisegnare i confini della femminilità, passando dalla vita. “Tutte le donne fotografate”, afferma la Beall, “sono volontarie che mostrano e parlano delle loro storie, affinché altre donne possano venir fuori dall’ombra e da dietro i veli per vedere la propria bellezza divina come donne, madri, madri che portano aiuto e madri che hanno affrontato la perdita, madri che stanno guarendo, madri che stanno migliorando e per tutte le madri dell’intero pianeta”. Il motto del suo progetto è: “Noi siamo belle” – “The project is intended to redefine beautiful. Our bodies. Ourselves. Our World. Our families. We are beautiful”.

Perché nella società dell’immagine, ritornare all’essenza delle cose, è una piccola rivoluzione. 

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Mondiali Brasile 2014: ‘perché perché la domenica mi lasci sempre sola’

next
Articolo Successivo

Violenza sulle donne – Mai Più: in piazza contro i femminicidi

next