Non stupisce che negli ultimi giorni di campagna elettorale vengano messe in atto le tecniche di marketing politico più raffinate. Gli studiosi, infatti, definiscono quelle attuali “campagne postmoderne” in cui la comunicazione politica raggiunge livelli senza precedenti di professionalizzazione e di diffusione capillare, causando fenomeni anche molto singolari, quali la diminuzione dell’audience in termini assoluti e l’aumento della cosiddetta “pressione competitiva” tra notiziari, che per mantenere un livello accettabile di ascolti devono addirittura aumentare lo spazio dedicato all’intrattenimento, a scapito delle notizie “serie”.

In questo labirinto di propaganda volutamente aggressiva, di slogan martellanti, manifesti e santini, i programmi elettorali possono ancora consentire agli indecisi di orientarsi nella scelta. Perciò abbiamo realizzato un’infografica che sintetizza per aree tematiche i programmi delle principali famiglie europee di partiti e anche dei partiti nazionali non affiliati o direttamente riconducibili a nessuna di esse: per evitare all’elettore un’intossicazione da ipertrofia informativa e consentirgli di reperire le informazione di cui ha davvero bisogno.

Qui l’infografica con il confronto tra i programmi delle principali famiglie europee e dei partiti tradizionali.

Nausica Palazzo (infografica di Sandra Hiralal)

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Elezioni Europee, integrazione e uguaglianza: la sfida del futuro

prev
Articolo Successivo

Grillo in tour: pregiudizi e smentite

next